Mercoledì 17 Aprile 2024

CineMarley. Finalmente è ora di dire “Rasta“

Arriva in Italia giovedì il biopic su Bob “One Love“. Negli Usa ha doppiato al botteghino il kolossal Marvel.

CineMarley. Finalmente è ora di dire “Rasta“

CineMarley. Finalmente è ora di dire “Rasta“

Un faro di speranza nell’ombra di una nazione spaccata a metà. Viene rappresentato come una sorta di messaggero di pace Bob Marley in One Love, il biopic dedicato al leggendario cantautore giamaicano. Il film arriva nelle sale italiane giovedì, ed è diretto da Reinaldo Marcus Green, noto per Monsters and Men del 2018. A interpretare l’icona per eccellenza della musica reggae è Kingsley Ben-Adir. Non è la prima volta in cui l’attore inglese si cimenta con il mondo della musica, avendo già recitato nella serie remake del cult Alta fedeltà. Nel ruolo di Rita – la moglie di Marley – l’attrice Lashana Lynch, famosa per i film legati all’universo Marvel.

Il film racconta in particolare gli anni che vanno dal 1976 al 1978, in cui Marley è costretto a rifugiarsi a Londra, dopo aver rischiato la vita in un attentato di matrice politica. Il clima in Giamaica in quegli anni è teso, a causa della fragile alternanza democratica tra i due principali partiti, il Pnp e il Jlp. Nel mezzo anche qualche flashback relativo all’infanzia e all’adolescenza di Marley, spaziando dalla musica alla politica fino al calcio, grande passione del musicista. Proprio la Londra di quel biennio è il fiore all’occhiello del film. Sono gli anni della nascita del punk, della rottura totale con le regole imposte dalla società. In una città tanto diversa quanto di ispirazione, Bob Marley e i suoi Wailers registrano il fortunatissimo album Exodus, che include classici come One Love, Jamming, Three Little Birds e Waiting in Vain, disco che in occasione dell’uscita della pellicola verrà rieditato (a maggio) in una nuova edizione limitata che, oltre all’album originale su LP, includerà un vinile 10” con bonus track.

Marley torna in Giamaica alla fine del film, quando si esibisce a Kingston nello storico One Love Peace Concert. Per l’occasione i principali leader politici si uniscono ai leader rivali per mandare un messaggio di pace, stringendosi in un abbraccio assieme allo stesso Marley. Il concerto si chiude sulle note di una bellissima versione di Redemption Song. Nel film, infatti, le voci cantate sono tratte dalle registrazioni originali dello stesso Bob Marley.

Impressiona che in queste ore, nella sua prima settimana di programmazione negli Stati Uniti, il film abbia ottenuto il maggior incasso, oltre 46 milioni di dollari, quasi il doppio dei guadagni dell’opera arrivata seconda al box office, Madame Web, kolossal di supereroine legato al mondo di Spiderman. Come tutti i biopic, Bob Marley - One Love è costruito in maniera romanzata, senza esplorare completamente le ombre del protagonista o il contesto in cui è inserito con la dovuta attenzione. Per un personaggio come Bob Marley, che più che un semplice musicista è stato l’ancora di salvezza di un popolo allo sbando, sarebbe stata forse più indicata la forma del documentario. Per esempio, la religione del Rastafarianesimo – che proprio grazie a Marley ha raccolto diversi proseliti – in One Love non è certo approfondita al meglio. Il film, il primo a ottenere l’autorizzazione dei tantissimi eredi dell’artista, non è però certo da buttare. Vale la pena andarlo a vedere per la grande performance di Ben-Adir, ma soprattutto per la possibilità di riscoprire – seppur in superficie – un artista inimitabile e leggendario.

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