Martedì 23 Luglio 2024
GIOVANNI BOGANI
Cinema e Serie Tv

Wim Wenders: "Il cinema richiede purezza. E aiuta le persone a vivere"

Il regista a Bologna al festival “Il Cinema Ritrovato“: introdurrà sette capolavori "Con Coppola ci siamo riconciliati. Ho visto “Megalopolis“, grande film".

Wim Wenders: "Il cinema richiede purezza. E aiuta le persone a vivere"

Wim Wenders: "Il cinema richiede purezza. E aiuta le persone a vivere"

Questa sera, a Bologna in piazza Maggiore, Wim Wenders presenterà la versione restaurata di uno dei suoi film più belli, Paris, Texas, con il quale quarant’anni fa vinse la Palma d’oro a Cannes. Una meravigliosa Nastassja Kinski, con i capelli biondi corti, lo sguardo ferito, il golfino rosa con la schiena nuda. Un uomo che vaga smarrito nel deserto texano, un berrettino in testa e niente più acqua da bere. Una intensa e drammatica scena d’amore, con i due separati dal vetro di un peep-show. La musica della slide guitar di Ry Cooder. Un film di un fascino assoluto, che ad ottobre tornerà nelle sale italiane, nuovo capitolo della collaborazione fra fondazione Wim Wenders e CG Entertainment, che ha già portato nelle sale Buena vista social club, con ottimi risultati. Piano piano, tutte le pellicole del più grande autore tedesco torneranno in sala, restaurate.

L’anno prossimo compirà ottant’anni, Wenders. Ma è pieno di voglia di fare, di comunicare, di scoprire. A Bologna, al festival Il Cinema Ritrovato, Wenders introdurrà sette proiezioni. Non solo quella di Paris, Texas, ma anche quelle di altri capolavori: da Sentieri selvaggi di John Ford a Il passo del diavolo di Anthony Mann, fino a Sono nato, ma…, un film del 1932 del suo adorato regista giapponese Yasujiru Ozu. All’incontro con la stampa, si presenta in completo nero, occhiali con la montatura blu, e la consueta gentilezza. In questi giorni, a Bologna, prenderà parte anche alle riprese di un documentario su Bernardo Bertolucci.

Per il secondo anno consecutivo è a Il Cinema Ritrovato. Che cosa la porta qui?

"La voglia di rivedere alcuni dei film che ho amato, ma che ho visto in pessime condizioni, in cineclub o in sala. Sono felice di poterli vedere, qui, con una buona immagine, con un suono perfetto, alcuni dopo trent’anni dalla prima volta che li ho visti. Sentieri selvaggi di John Ford, per esempio: è uno dei miei film preferiti, di tutti i tempi. L’ultima volta che l’avevo visto era in Giappone,e John Wayne parlava giapponese!"

A proposito di Giappone, il suo Perfect Days, girato a Tokyo, ha avuto grande successo in Italia. Se lo aspettava?

"Nessuno si è sorpreso più di me per il successo di quel film. Se fai un film su un uomo che pulisce i bagni pubblici a Tokyo, non ti aspetti che diventi un blockbuster. È stato un film fatto per amore, per amore di quella storia e di quel personaggio. Mi sono semplicemente detto: speriamo che piaccia anche a qualcun altro".

Quando Francis Ford Coppola produsse uno dei suoi film, Hammett – Indagine a Chinatown, il rapporto fra voi non fu facile. Oggi vi siete riconciliati? Ha visto il suo Megapololis?

"Sì, l’ho visto al festival di Cannes. Era alle otto di mattina, e c’era Francis a introdurlo. Dopo, abbiamo parlato per un’ora. Penso che sia un film incredibile, e che sia incredibile il fatto che lo abbia realizzato. Dicono che ha dei difetti? Solo i film mediocri non hanno difetti. I grandi film ne hanno sempre".

Che cosa serve, veramente, alla grandezza di un film?

"Serve avere accesso alla purezza del bambino che è in te. Se non arrivi a toccare quella purezza, potrai essere bravo, tecnico, anche ingegnoso; ma non sarai mai veramente creativo".

Che cosa ha rappresentato per lei Paris, Texas, che torna nelle sale dopo quarant’anni?

"Sono stato fortunatissimo a lavorare con i più grandi talenti di quel momento: Sam Shepard che ha scritto il film con me, Nastassja Kinski, Harry Dean Stanton, Ry Cooder. E il più bravo direttore della fotografia del mondo, Robby Muller. L’unico che poteva rovinare tutto ero io. Per fortuna, forse, non ci sono riuscito".

Che cosa è il cinema, per lei? "Un mezzo che aiuta le persone a prendere contatto con l’umanità. Il cinema ci aiuta a vivere meglio. Se non esistesse, bisognerebbe inventarlo".