Sabato 22 Giugno 2024
EVA DESIDERIO
Magazine

Chantecler è magia. La Campanella simbolo di pace

A Capri, il Palazzo Cerio brilla di storia e bellezza con la nuova collezione di gioielli Chantecler, celebrando gli ottant'anni della Campanella, simbolo di pace e libertà. Una festa ricca di significati con ospiti illustri e una performance artistica sulla facciata della boutique. La collezione incanta con parure moderne dedicate a donne iconiche come Jackie Kennedy e Audrey Hepburn. Un tributo a donne straordinarie che hanno lasciato il segno nella società.

Palazzo Cerio a Capri si riempie dei gioielli di Chantecler e brilla ancora di più di storia e di bellezza. Si festeggia la nuova collezione disegnata da Maria Elena Aprea, direttrice creativa e vicepresidente del brand di alta gioielleria nata sull’isola azzurra, al timone dell’azienda insieme al fratello Gabriele Aprea che ne è amministratore delegato. Pezzi magnifici e unici che uniscono tradizione e futuro per una clientela italiana e internazionale lussuosamente colta e amante del gioiello che regala colore, emozione e sentimento.

Chantecler ha festeggiato sabato scorso un anniversario importante e pieno di valori: gli ottant’anni della Campanella, il gioiello simbolo della maison, che ricorda un momento storico molto importante come il passaggio dalla guerra alla libertà che comincia nel 1944 a Capri con un segno e un gesto di grande speranza. Perché Pietro Capuano, fondatore di Chantecler, col il suo braccio destro Salvatore Aprea, padre di Maria Elena e di Gabriele, affida alla sua campana un messaggio di pace e di amicizia tra i popoli, offrendola simbolicamente in dono al presidente americano Roosvelt. Da quel giorno un gioiello proprio a forma di campana diventa il simbolo di Chantecler.

Una festa ricca di significati che poi ha invaso la famosa Piazzetta, con musica, canti, parole, affetto e ammirazione. Tanti ospiti ai tavoli, con donne famose come Nicoletta Spagnoli e Cristina Parodi, e molte clienti della maison appassionate e intente a sfoggiare i ’loro’ pezzi storici tra cui molte campanelle. Sul palco oltre a Maria Elena Aprea e Gabriele Aprea, il sindaco di Capri, Marino Lembo, la soprano Carmen Giannattasio, la violinista svedese Nicole Biegniewska, la presentatrice Daniela Ferolla, l’attrice Cristina Donadio che ha letto un passo tratto da ’La pelle’ di Curzio Malaparte e il giornalista e scrittore Cesare Cunaccia che ha raccontato del legame tra Capri e gli americani del 1944 e il legame della maison con la contemporanietà. Poi una festa popolare con tarantelle e tamburelli e il gruppo caprese Scialapopolo.

Oggi Chantecler, in attesa di aprire nel giro di due anni un Museo dedicato alle sue storiche e preziose creazioni al primo piano della sua sede, porta avanti anche un progetto d’arte sulla facciata della sede della boutique di Capri in via Vittorio Emanuele 51, con l’opera dello scultore romano e internazionalissimo Giuseppe Ducrot, che ha usato la ceramica per riattualizzare il contesto del palazzo e della via. Nell’asse del lusso tra il Quisisana Hotel e Palazzo Cerio ecco una collezione che incanta con la modernissima parure di collier, anello e orecchini in titanio color Grotta Azzurra temperstata di brillanti, i coralli rosa, le giade abbinate ai rubini cabouchon. Su tutto la Campanella Chantecler declinata in cinque verisioni dedicate al altrettante donne famose, che hanno influito con loro fascino nella società.

La prima dedicata a Jackie Kennedy Onassis, cliente del brand, con un pavè di brillanti marquise e bordata di baguette di onice nera, la seconda dedicata a Mona von Bismarck con preziose sfere di cristallo trasparenti e chiodini di zaffiro blu. Poi quella dedicata a Audrey Hepburn con perle e diamanti, la quarta per rappresentare il fascino di Ingrid Bergman di gusto anni Cinquanta in graffiti in nero sull’oro giallo, cielo tempestato di smeraldi, zaffiri e tormaline Paraiba. Infine ultima dedicata a una donna vulcanica e simpaticissima e indimenticabile come Marta Marzotto rievocata con un tema animalier con caldi toni orientali, tra strisce di diamanti neri e topazi arancio, con la fiaba di un rubino centrale a goccia. Un tributo a donne fuori del comune che hanno segnato la loro epoca.