Sabato 22 Giugno 2024

Riaperta dopo 20 anni la Casa dei Vettii. La storia della 'Cappella Sistina' di Pompei

Molto probabilmente il più importante dei restauri recenti. Torna così alla fruizione del pubblico uno dei più belli apparati decorativi e uno spaccato della società antica

Pompei, 10 gennaio 2023 - La casa dei Vettii a Pompei è una di quelle meglio conservate del sito archeologico campano. È stata riaperta oggi, dopo ben 20 anni di chiusura e si tratta molto probabilmente del più importante dei restauri recenti, perché riguarda il complesso abitativo per intero, come non era mai accaduto prima. Ma anche perché è forse la casa più conosciuta a Pompei ed è stato così riportato alla luce un apparato decorativo tra i più belli e coerenti.

Una veduta esterna della casa dei Vettii nel Parco Archeologico di Pompei (Ansa)
Una veduta esterna della casa dei Vettii nel Parco Archeologico di Pompei (Ansa)

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è soffermato a lungo in tutte le sale restaurate. Ma, in particolare, è per la sala di Issione che il ministro ha fatto i complimenti al direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna e al Direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

La Casa dei Vettii, che avrebbe dovuto essere aperta già a novembre, è uno dei gioielli più conosciuti e celebrati di Pompei, affascinante per la sua storia e per la raffinatezza dei suoi ambienti. Le sue pitture vengono studiate in tutto il mondo. "Una casa simbolo, una cappella Sistina di Pompei", ha sottolineato all'Ansa il direttore Zuchtriegel. 

Gli scavi che la riportarono alla luce risalgono alla fine dell'Ottocento, ma anche il restauro che si presenta oggi ha radici lontane, studiato dalla metà degli anni Novanta del '900, quando le pesanti coperture in cemento realizzate negli anni Cinquanta cominciarono a mostrare la loro caducità e convinsero il soprintendente di allora a chiuderla in parte per paura dei crolli. Avviato per la prima volta nel 2002 e poi ripreso nel 2016 sotto la direzione dell'allora direttore Massimo Osanna, il cantiere ha impegnato in questi anni decine di diverse professionalità, dagli archeologi e i restauratori agli architetti, dagli ingegneri strutturisti agli esperti di giardinaggio. Davvero una grande sfida, "nel panorama dei beni culturali uno dei cantieri più complessi e impegnativi degli ultimi decenni", sottolinea Zuchtriegel.

Zuchtriegel ha assicurato che da oggi la Casa dei Vettii tornerà ad accogliere i visitatori, senza più limitazioni. Sarà aperta ogni giorno dell'anno: "L'abbiamo riaperta e non si chiude più".

La storia della Casa dei Vettii

La Casa dei Vettii apparteneva ai fratelli Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, liberti diventati ricchi con il commercio del vino, facoltosi al punto da entrare con tutti gli onori nella società pompeiana. La casa esisteva dal II secolo a.C. e con i suoi 1100 metri quadrati equivaleva a un taglio medio nel lusso di allora. Una volta acquistata, i due la fecero restaurare senza badare a spese, ricorrendo alle maestranze più qualificate della città. In tutti gli ambienti dell'abitazione vollero pitture raffinate eseguite con lo sfarzo del cosiddetto 'quarto stile', che andava di moda nella prima metà del I secolo d.C.

Nelle varie stanze attorno al primo atrio o affacciate sul peristilio abbondano scene mitologiche e anche scene erotiche, accompagnate da una miriade di particolari, tra tutti una sorta di festone con amorini impegnati nella preparazione di un banchetto, che il restauro ha praticamente riportato alla luce, rendendone leggibile ogni infinitesimo particolare. Ovunque ci si giri in queste stanze, il colpo d'occhio è da perdere il fiato. Tra fregi e racconti mitologici ci sono quadri che per raffinatezza e delicatezza della pennellata, per la vivacità delle cromie, appaiono modernissimi, quasi risalissero alla fine del '700. Al di là dello stretto corridoio dove una scala conduceva al secondo piano, non mancano poi le tracce della vita degli ultimi, dalla cucina, con ancora le pentole i treppiedi, i bracieri, ai piccoli ambienti nudi per la servitù, fino allo stanzino tappezzato di scene erotiche che si ipotizza ospitasse la prostituta Eutychis, "greca e di belle maniere", che qui veniva offerta per due assi.

Arte e bellezza insieme a uno straordinario spaccato della società antica con le sue stratificazioni e i suoi costumi.