Giovedì 30 Maggio 2024

Cannes 2024, il giurato Favino: "Mi guiderà l’emozione e cercherò la bellezza"

L’attore italiano nel gruppo guidato dalla presidente Greta Gerwig. "I film possono parlare alle persone, e speriamo alla loro parte migliore"

Pierfrancesco Favino, membro della giuria di Cannes 2024 presieduta da Greta Gerwig (Ansa)

Pierfrancesco Favino, membro della giuria di Cannes 2024 presieduta da Greta Gerwig (Ansa)

Cannes, 15 maggio 2024 – “Se c’è una cosa che ho imparato nel mio mestiere è che non sai mai come gli altri vedranno quello che hai fatto. Per cui penso che ci debba essere una grandissima libertà dello spettatore di godere dell’opera che un regista, un attore portano sullo schermo". Pierfrancesco Favino è parte della giuria del festival di Cannes. Con lui, la presidente Greta Gerwig, prima regista donna a superare il miliardo di dollari di incassi con il suo Barbie; e Lily Gladstone, la protagonista di ‘Killers of the Flower Moon’ di Scorsese, prima attrice nativa americana ad essere stata candidata all’Oscar, quest’anno, per la migliore interpretazione femminile, poi la “musa“ di Bertolucci e Tim Burton Eva Green, l’attore francese di Quasi amici e di Lupin Omar Sy, i registi Juan Antonio Bayona (La società della neve, in gara anch’esso agli ultimi Oscar, in rappresentanza della Spagna, tra i film internazionali), e ancora il maestro giapponese Kore-eda Hirokazu (Palma d’oro 2018 con Un affare di famiglia), la regista libanese Nadine Labaki (Cafarnao) e la sceneggiatrice turca Ebru Ceylan. Un gruppo di talenti eccezionali, che per undici giorni vedranno un film dopo l’altro, discuteranno, forse si scontreranno, per consegnare alla storia il Palmarès del 77° festival di Cannes.

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“Sarà un grandissimo viaggio", dice Favino, 54 anni. "Vedi tantissimi film, e ogni film ti porta in tantissimi luoghi diversi, fisici o dell’anima. Esci da questa esperienza sicuramente arricchito da quello che hai visto e dall’incontro con i compagni di giuria. Le discussioni? Sono sempre frutto della passione che ci mettiamo nel nostro lavoro, quindi ben vengano anche quelle".

Favino sarà presente al festival anche nel cast del film fuori concorso ‘Le comte de Monte-Cristo’ di Alexandre de la Patellière e Mathieu Delaporte. Riguardo al suo lavoro da giurato, dice: "È difficile trovare spazi di vera libertà, in cui discutere davvero sinceramente le idee sul cinema che ognuno ha. Penso che questo sia un luogo magico che offre la possibilità di guardare film di registi incredibili, condividerli insieme; cambiare anche idea, magari, e imparare. È uno dei regali più grandi che potessi ricevere. Come guarderò i film? Senza sovrastrutture, cercando di ricordarmi che quello che conta, in fondo a tutto, è l’emozione. Io, come spettatore, mi ritengo assolutamente popolare: accolgo i film istintivamente, emozionalmente. Penso che una delle cose migliori che possiamo fare è cercare la bellezza, ricordare al mondo che c’è bellezza in ciò che fanno coloro che realizzano i film. C’è un senso profondo nel lavoro che facciamo – continua –: i film possono parlare alle persone, e si spera che parlino alla parte migliore di esse. Questo è il motivo per cui ho scelto di fare l’attore. E se cerchiamo la bellezza, potremo cercare la pace e le cose buone nella vita".

“È un sogno che diventa vero, è un onore che non avrei nemmeno potuto sognare", dice la presidente Greta Gerwig. A proposito della denuncia e delle polemiche annunciate per un rinnovato #MeToo a Cannes, la Gerwig, da sempre militante femminista, risponde: "Ho visto un sostanziale cambiamento negli Stati Uniti negli ultimi anni, ed è importante che continuiamo ad allargare la discussione sul tema, ma in una direzione corretta, che consenta di tenere aperti i canali di comunicazione". Eva Green aggiunge che la questione non riguarda solo il cinema, ma è ben più estesa.

Infine Favino confessa: "La mia principale aspettativa è quella di essere sorpreso, e continuare a imparare. Come tutti, mi aspetto di dimenticare dove sono e di essere portato altrove".