Boni e il Metodo Fenoglio: "Un maresciallo speciale. Tutto cultura e pazienza"

L’attore è il protagonista della serie tratta dalla trilogia di Gianrico Carofiglio "Come dicevano Falcone e Borsellino, per sconfiggere la mafia devi conoscerla".

Boni e il Metodo Fenoglio: "Un maresciallo speciale . Tutto cultura e pazienza"
Boni e il Metodo Fenoglio: "Un maresciallo speciale . Tutto cultura e pazienza"

Roma, 27 novembre 2023 – La notte del 27 ottobre 1991, dopo una rappresentazione di ‘Norma’, un terribile incendio distrugge il Teatro Petruzzelli di Bari, vanto della città. Dal balcone di casa, il maresciallo Fenoglio vede le fiamme stagliarsi alte nel buio, imponenti e minacciose. Molti delitti stanno insanguinando il capoluogo pugliese e secondo Pietro Fenoglio, maresciallo del Nucleo operativo dei carabinieri, torinese trasferito a Bari, si tratta di fatti collegati tra di loro. Intuisce che anche a Bari la criminalità si va trasformando in organizzazione mafiosa. Alessio Boni è Pietro Fenoglio ne Il Metodo Fenoglio, regia di Alessandro Casale, anche con Giulia Bevilacqua e Paolo Sassanelli, serie tratta dalla trilogia Il maresciallo Fenoglio di Gianrico Carofiglio, quattro puntate da stasera su Raiuno.

Boni, conosceva già i romanzi di Carofiglio?

"Ne avevo letti due ma non la trilogia composta da Una mutevole verità, La versione di Fenoglio e L’estate fredda. Il progetto mi è piaciuto subito moltissimo perché raccontava in modo non rassicurante, veritiero, quello che accadeva a Bari in quel periodo: una vera mattanza, con un morto ammazzato al giorno. C’era quella verità che non avevo mai trovato nelle tante altre proposte di storie di poliziotti, carabinieri e marescialli ricevute in questi anni e che non ho mai voluto interpretare dopo essere stato il Matteo Carati de La meglio gioventù".

Chi è Pietro Fenoglio?

"È uno anomalo, un letterato che avrebbe voluto fare lo scrittore e per caso diventa carabiniere. Ama la cultura, la musica classica. Detesta la violenza e non vorrebbe avere nemmeno l’arma di ordinanza. Vorrebbe vincere in una sorta di gioco a scacchi, usando la psicologia per conoscere l’essere umano. Perché più riesci a conoscere l’uomo, più riesci a incastrare il criminale. Con pazienza arrivare alla verità: questo è il vero Metodo Fenoglio. Come dicevano Falcone e Borsellino, che lui sicuramente ha studiato, anche la mafia devi conoscerla a fondo per poterla debellare".

Un racconto veritiero di un periodo tremendo.

"Succedono fatti efferati, si annusa la nuova mafia che poi diventerà Sacra corona unita, ‘ndrangheta, camorra, tutti uniti da tempo per battere lo Stato. E è importante che la Rai ricordi con una serie queste vicende, perché un ragazzo di 18 anni raramente le conosce. Noi le abbiamo vissute e quindi ce le abbiamo dentro. L’incendio del Petruzzelli, per chi è di Bari e ha la nostra età, è una ferita aperta ancora oggi. Come se a Milano bruciassero la Scala. E Bari diventa un po’ uno specchio dell’Italia di quegli anni".

Per Fenoglio, la nuova rivoluzione è la pazienza.

"La pazienza, elemento distintivo del suo carattere e del suo metodo, di districare con calma la matassa, come faceva Giorgio Ambrosoli. Mi sono ispirato a lui e un po’ anche a personaggi come Maigret, come Sherlock Holmes o al poliziotto interpretato da Morgan Freeman in Seven".

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