Sabato 15 Giugno 2024
ANDREA SPINELLI
Magazine

Blanco Innamorato: "Canto con Mina, il mito"

Nel nuovo album anche un brano in duetto con la Signora della musica italiana: "E dire che quel pezzo nemmeno mi piaceva"

La prima cosa che gli ha detto suo papà nel momento dei primi posti in classifica e dei concerti esauriti è stata: dimenticati di avere vent’anni perché da ora in poi ogni sbaglio peserà come se ne avessi quaranta. E lui, Riccardo Fabbriconi meglio noto in hit parade come Blanco, l’ha sperimentato subito o quasi sulla sua pelle. Ora, però, il nuovo album Innamorato, dodici canzoni con cui rinnova il sodalizio con il produttore Michelangelo, il cantante bresciano volta pagina. Nell’attesa di approdare negli stadi, il 4 luglio all’Olimpico di Roma e il 20 a San Siro, Blanco ha presentato il disco con quattro "serenate" a sorpresa, a Venezia, Firenze, Napoli e Roma. I video realizzati per l’occasione entreranno a far parte di un docufilm da distribuire in piattaforma assieme a quelli girati in Bolivia durante la realizzazione del nuovo videoclip.

Blanco, perché la Bolivia?

"Perché volevamo realizzarlo in uno dei posti meno globalizzati al mondo. Tra distese di niente e giungle dove mangiavamo il risotto assieme alle scimmie. Un modo per uscire dalla mia zona comfort e ritrovare la vita vera". Innamorato di cosa?

"Della vita. Non solo dell’amore".

Che disco è?

"Se il precedente, Blu celeste, rappresenta un punto fisso della mia vita, questo è un album in movimento, di transizione. La stessa Innamorato è nata a New York. Con Michelangelo un giorno siamo andati in studio io e lui e abbiamo scritto Innamorato, col pensiero sia alla mia nuova ragazza che alla lontananza dell’Italia, che cominciava a mancarmi di brutto".

Giulia fa riferimento a una storia passata.

"È un racconto, non una lettera d’amore. Fortunatamente Martina, la mia nuova ragazza, l’ha capito".

Con Mina canta Un briciolo di allegria, in uscita pure nel disco della Signora.

"Avevo questa canzone che non mi piaceva tanto, ma al mio staff sì. D’altronde non ero convinto neanche di Mi fai impazzire che poi ha fatto quel che ha fatto. Così ho pensato di fare una collaborazione. Ho sparato: facciamola con Mina. Mi hanno riso tutti in faccia finché un discografico, scoppiato come me, non gliel’ha chiesto. E lei ha detto sì. Per me è la regina della musica italiana. Mi spiace solo di non averla incontrata perché ognuno ha registrato la propria parte per conto suo".

Il pezzo di Mina che ama di più?

"Trovo fighissima Capirò, una sua cover di Randy Newman del ’71".

Un altro suo idolo assoluto di quella generazione?

"Edoardo Vianello".

Dopo Mina con chi le piacerebbe mischiare le carte?

"Celentano. Anche se il mio sogno sarebbe trovare una giovane da lanciare e poter dire: l’ho scoperta io".

Parliamo di Sanremo. E delle rose (di plastica) prese a calci.

"Mi è dispiaciuto per la reazione. Dopo aver scoperto di essere stato denunciato, in cuor mio ho pensato di poter andare in carcere un solo giorno perché la gente potesse rendersi conto dell’assurdità della cosa. Finire dietro le sbarre per una performance non è da Paese civile".

Sì, ma non tutti i posti sono uguali.

"La contraddizione è sentirsi dire: vai in tv e sii te stesso. In prova già tre volte s’era verificato il problema e mi era stato assicurato che sarebbe stato risolto. Alla fine, avrei voluto spiegarmi e invece mi sono limitato a dire le prime due cose che mi sono venute. Poi, rientrato in camera, ho buttato giù di getto la lettera di scuse uscita il giorno dopo".

Ma essere passato in soli due anni dalla sua cameretta a San Siro non è un po’ troppo?

"A volte bruciare le tappe è sbagliato. Ma a me piace provare cose nuove e i 60mila biglietti venduti senza aver ancora pubblicato un nuovo album dicono che va bene così. E poi non ho l’incubo di fare sold-out".

E ora?

"Vorrei portare la musica italiana all’estero. Mi piacerebbe tanto cantare in Spagna".

Un altro Sanremo?

"No, grazie. Non voglio usare il Festival come una vetrina per mettere in vendita la mia merce. Ammiro Sfera Ebbasta che non c’è mai andato e rimane lo stesso il numero uno".