Giovedì 13 Giugno 2024
CRISTIANA MARIANI
Magazine

Asteria, l’album ‘Yacht Club’ fra dance e introspezione

Nel disco della cantautrice bergamasca produzioni di Canova, Estremo e ITACA, il team di ‘Black Nirvana’ di Elodie

Asteria presenta il nuovo album 'Yacht Club'

Asteria presenta il nuovo album 'Yacht Club'

Più che un disco, un intero club. Anzi, uno 'Yacht Club'. Dopo una serie di singoli, è uscito il primo album di Asteria. 'Yacht Club', appunto. Otto tracce che raccontano molto di Asteria. Ovvero Anita Ferrari, 24enne bergamasca laureata in Psicologia. E questo è un dettaglio non trascurabile, visto che di introspezione e di percorso psicologico in 'Yacht Club' ne troviamo in grandi quantità. Attenzione però a non confondere l'introspezione con la noia: nel nuovo album di Asteria si balla. Con produzioni di Canova, Estremo e ITACA – quest’ultimo è il team di ‘Black Nirvana’ di Elodie, per intenderci - fra le altre. E la title track 'Yacht Club' si candida a diventare una hit.

Asteria, come definiresti questo album? "'Yacht Club' è in parte un viaggio che ti porta attraverso vari momenti della giornata e varie esperienze che ho vissuto. In tutte le mie canzoni cerco di mettere parte delle mie esperienze autobiografiche, anche se chiaramente con un taglio un po' romanzato. Do al pubblico solo uno spaccato della mia vita".

Come è nato il disco?

"Come una raccolta di canzoni. Scrivo tanto e l'idea era quella di cercare di avvicinare brani che potessero dire qualcosa insieme".

Quella a cui appartieni è una generazione che parla apertamente di salute mentale e terapia. Cosa ne pensi?

"Sono una grande fan della terapia. Sono laureata in Psicologia. Sono sempre stata in equilibrio però sono sei anni che vado in terapia perché parlare con gli altri fa scoprire noi stessi. Il lato brutto è che in tanti si sentono in diritto di giudicare le vite altrui. Però è importante normalizzare la terapia per tutti".

Quale è la canzone del disco che ti suscita maggiori emozioni?

"'Yacht Club' non è stata facile da realizzare. 'Solo guai' è invece un brano che parla molto di me a livello strumentale. 'Protetta', soprattutto nella seconda strofa, parla molto delle mie paure. L'arte serve a tirar fuori certe parti più fragili e profonde, cose che magari non si direbbero neanche ad amici o parenti".

Cosa auguri a questo album?

"Che possa arrivare a più anime possibile, che possa servire a chi lo ascolta. Mi piace l'idea che possa essere qualcosa di prezioso, che possa piacere a qualcuno che si affezioni al progetto".

Quali sono i tuoi hobby?

"Mi piace tantissimo cucinare, amo sperimentare. Sono una grande fan della cucina più innovativa e anche di quella a chilometro zero. Cerco sempre di usare i prodotti del territorio. Poi leggo parecchio, anche se vado a periodi. Mi piace molto anche il disegno. Sono una persona che si informa, mi piace molto curiosare".

Come definiresti il tuo stile musicale?

"Tendo a definirlo come un genere digeribile, la considero musica organica anche se non in senso stretto. Mi piace mettere onestà in quello che faccio".

Questo è il mese del Pride. Secondo te a che punto siamo con i diritti civili in Italia?

"Purtroppo ci sono domande che per proteggermi non voglio fare. Abbiamo ancora tantissima strada da fare. Bisogna partire dai gesti quotidiani, dalle persone della società civile perché la politica è lo specchio di quello che succede nella società".