Sabato 13 Aprile 2024

Al Silos l’essenza creativa di Armani

di Eva Desiderio "Ho scelto di chiamarlo Silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. E così come il...

di Eva Desiderio

"Ho scelto di chiamarlo Silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. E così come il cibo anche il vestire serve per vivere". Così Giorgio Armani a proposito di Armani/Silos, spazio a tutta contemporaneità che in via Bergognone 40 a Milano racchiude i segreti della sua arte e della sua filosofia di moda. Un ambiente sobrio, pieno di sostanza creativa, che racconta quasi 50 anni di carriera, di successi straordinari, emozioni, cambiamenti sociali che sono passati e continuano a passare attraverso gli abiti per uomo e per donna del grande stilista.

Non un museo che non è nelle corde di Armani, da sempre proiettato nel futuro, piuttosto uno spazio vivo dove il visitatore si addentra nell’universo stilistico che ha cambiato questi anni nel segno del rigore creativo, della fantasia con echi estetici etnici, del colore soffuso e mai gridato, nel taglio delle linee che racconta come il corpo detti le leggi alla moda. Ora l’Armani/Silos prosegue nel suo intento anche didattico di mostrare un percorso di arte e cultura, di echi di storie lontane, con un nuovo riallestimento della collezione permanente di abiti sul primo e sul secondo piano del Silos. Un racconto di una vita creativa.

Il viaggio è da sempre parte dell’immaginario di Giorgio Armani. È la controparte del rigore morbido, il complemento di una visione fatta di purezza vibrante, ma è anche un modo per esprimere un punto di vista unico. Armani ama sconfinare tra echi e segni di altre culture, di altri modi di vedere l’abito, oppure tra evocazioni di istanti cinematografici, momenti nei quali l’abito è sempre, prima ancora che un modo di apparire, un modo di essere.

"Mi piace fantasticare: guardare altrove, viaggiare con la mente – spiega lo stilista che presto sfilerà con l’Emporio e la sua prima linea donna alla Milano Fashion Week al via il 21 febbraio – è un modo intenso e appagante per reinventare ciò che creo qui, ora. Un modo di sognare, ma con i piedi a terra. Perché è vero che amo il rigore, che ricerco le infinite declinazioni del maschile interpretato al femminile, ma mi piace anche lasciarmi andare. I due concetti non si escludono, anzi si compensano e completano. Perché, per me, anche il più alto volo di fantasia deve essere reale e tradursi in un capo, in un accessorio che una donna e un uomo avranno il desiderio di indossare".

Poi il glamour che lo ha reso celebre su tutti i red carpet vestendo divi e dive stellari. Una carrellata di splendore e pezzi unici: la vena scintillante di Armani si accende la sera, nelle declinazioni luminose dei bianchi, beige e champagne e ssi stempera nei toni densi. Chiari oppure scuri, sono sempre abiti dalle silhouettes affascinanti, simili a gioielli, impreziositi da ricami, paillettes e dettagli ricercati; carichi di luce. "Il glamour è una qualità femminile che attrae, un’allure che rende speciali – continua Armani –. Glamour per me è suggerire, velare e rivelare, lasciando intuire senza esibire. Del glamour mi piace esplorare la ricchezza di sfumature, la seduzione e il mistero, le atmosfere dei film".

Visitando l’Armani/Silos fino all’11 agosto si può anche visitare la mostra ’Aldo Fallai per Giorgio Armani’, curata da Giorgio Armani, da sua sorella Rosanna e da Leo Dell’Orco, che racconta tanti e tanti anni di collaborazione tra lo stilista e il fotografo fiorentino che ha messo il suo geniale tocco al servizio della maison. Piu di 200 foto stampate che raccontano questo connubio prezioso tra creatività e bellezza. Inoltre al Silos c’è anche l’Archivio Digitale che è un po’ l’archivio personale di Armani che racconta il suo approccio estetico. Bozzetti, video, sfilate, foto che si possono consultare da moderne postazioni di lavoro.

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