Sabato 22 Giugno 2024

Cos'è l'ageismo di cui ha parlato Madonna?

Anche le star, soprattutto le donne over 40-50, devono fare i conti con stereotipi e pregiudizi legati all’età e causa di discriminazioni e ingiustizie.

Cos'è l'ageismo di cui ha parlato Madonna?

Cos'è l'ageismo di cui ha parlato Madonna?

Di ageismo si sente parlare molto, ultimamente, in seguito ad alcune dichiarazioni della cantante Madonna, 64 anni, per l’uscita del suo album “Madame X”. «Le persone hanno sempre cercato di zittirmi per una ragione o per l'altra», ha detto l’artista. «Non sono abbastanza carina, non canto abbastanza bene, non ho abbastanza talento. Ora non sono abbastanza giovane. Mi sto scontrando con l'ageismo, mi puniscono per aver compiuto sessant'anni», ha scritto su Twitter.  

Le denunce di Madonna contro l’ageismo

Non era la prima volta che Madonna si esprimeva contro l’ageismo. Già qualche anno prima, in un'intervista a “Vanity Fair” nel 2015 la regina del pop aveva parlato di razzismo. «Non c’è differenza tra l’ageismo e il razzismo o l’omofobia», aveva dichiarato la cantante pop. «La causa è sempre la scarsa conoscenza, l’ignoranza che crea paura e la paura che genera la voglia di distruggere con la critica. Che senso ha? Fatemi vedere il manuale che dice come comportarsi a una certa età. A me non risulta che esista».

Cosa vuol dire ageismo?

Il termine ageismo è stato coniato nel 1969 dal geriatra e psichiatra americano Robert Neil Butler che si riferiva ai pregiudizi e alle discriminazioni nei confronti di persone o gruppi in base alle età. Non a caso la parola è stata scelta in assonanza e analogia con “sessismo” e “razzismo”. A fare le spese dell’ageismo sarebbero soprattutto le donne oltre i 50 anni, spesso emarginate, a livello lavorativo e in vari ambiti della società, perché considerate troppo vecchie. Già nel 1996 fece scalpore il “licenziamento” di Isabella Rossellini da parte del marchio di bellezza Lancôme che non rinnovò il contratto alla diva, all’epoca quarantatreenne e fino ad allora testimonial dal brand, dal momento che i responsabili dell’azienda non l’avrebbero più trovata “fresca” e con l’appeal di un tempo. Vent’anni dopo, poi, passati i sessanta, la Rossellini è stata nuovamente “reintegrata” come volto di Lancôme per scelta della top manager Françoise Lehmann, all’epoca poco più che cinquantenne.

 

Altre star “vittime” dell’ageismo

A fare le spese dell’ageismo sono indistintamente celebrities e a persone comuni, ma certamente gli episodi capitati alle prime sono più noti e fanno maggiormente discutere anche sulla scena pubblica. Qualche altro esempio famoso? A parte Madonna, l’ageismo è stato citato in tempi recenti anche dall’attrice Nicole Kidman, 55, quando è stata premiata per la sua interpretazione in “Big Little Lies”. Kidman ha spiegato che dopo i 40 anni si era ritrovata a perdere molte opportunità professionali a causa di convinzioni sessiste e, appunto, ageiste secondo cui le donne che hanno oltrepassato quella soglia sarebbero “finite”, quando, invece, non è affatto così, come dimostrano lei e altre sue talentuose colleghe. E ancora. Kristin Scott Thomas, classe 1960, ha dichiarato di sentirsi trasparente alle anteprime e alle serate di gala cinematografiche. In merito all’ageismo, Julia Roberts, 55, ha fatto notare: «Perché non succede a George Clooney o a Brad Pitt?».

La rivincita di Michelle Yeoh contro l’ageismo

Guardando l’edizione degli Oscar 2023, la statuetta dorata assegnata a Michelle Yeoh, nata in Malesia nel 1962, per il film «Everything Everywhere All at Once», ha avuto il sapore della rivalsa sociale, e non solo perché Yeoh è stata la prima attrice asiatica a ottenere, e poi vincere, l’ambito riconoscimento. Ritirando il premio, nel suo discorso la diva ha lanciato una significativa stoccata anche ai sostenitori dell’ageismo. Ha detto, infatti, Yeoh: «Grazie, per tutti i ragazzini e le ragazzine che mi guardano stasera, questo è un faro di possibilità, per capire che i sogni si realizzano, e non lasciate mai che nessuno vi dica che avete superato una certa età».