Lunedì 17 Giugno 2024

25 aprile, il racconto del giorno della Liberazione

Il ruolo della Resistenza nella guerra contro il nazifascismo e il significato di Milano per la data del 25 aprile

Partigiani sfilano dopo la Liberazione

Partigiani sfilano dopo la Liberazione

Il 25 aprile 1945 non terminò la guerra dell'Italia contro il nazifascismo, che prosegui ancora per qualche giorno, ma si verificò un fatto cruciale che portò ad assegnare a quella data un valore simbolico e a farne la ricorrenza per la festa della Liberazione. Il 25 aprile iniziò infatti la ritirata dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò dalle città di Milano e Torino. Un evento causato sostanzialmente da tre fattori: lo sfondamento della Linea Gotica da parte delle truppe alleate, la ribellione della popolazione cittadina e la messa in atto di un piano coordinato da parte dei partigiani per riprendere il controllo dei capoluoghi.

Il ruolo della Resistenza

Gli storici fissano la data di nascita della Resistenza all'8 settembre 1943, quando il governo Badoglio, che aveva sciolto il Partito Fascista, rende nota la firma dell'armistizio con gli Alleati, causando in questo modo l'occupazione tedesca dei territori italiani ancora sotto il loro controllo. All'interno di questo quadro, spesso confuso, molteplici forze politiche si impegnano unitariamente per combattere i soldati nazisti da un lato e dall'altro quelli fascisti radunatisi sotto la Repubblica di Salò. Alla Resistenza partecipano comunisti, socialisti, democristiani, liberali, azionisti, monarchici, repubblicani, liberali, anarchici. A mano a mano che la lotta si fa più dura e spietata, la resistenza armata si organizza per meglio affrontare la situazione: si formano divisioni e brigate guidate da comandi centrali e nascono i GAP e le SAP. I Gruppi d'Azione Patriottica agiscono nelle città, le Squadre d'Azione Patriottica nelle campagne, entrambe compiono sabotaggi e tentano di difendere la popolazione dalle rappresaglie naziste. Gli storici concordano nel ritenere che l'azione unitaria dei resistenti contribuì in modo significativo a indebolire le forze nazifasciste, a minarne il morale e a renderne precarie le retrovie, facilitando in questo modo l'avanzata degli alleati da sud. Di fatto, molte città furono liberate prima del loro arrivo: accadde ad esempio con Genova, Bologna, Torino e Milano. Proprio quest'ultima contribuirà a rendere speciale il 25 aprile.

25 aprile, il giorno della Liberazione

A Milano era attivo sin da marzo un Comitato Insurrezionale formato da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani. Sono loro a decidere, la mattina del 24 aprile, l'inizio dell'insurrezione cittadina. Da un lato, gli operai in sciopero generale dovevano impedire che le fabbriche fossero distrutte dai nazifascisti, dall'altro i partigiani dovevano sostenere il loro sforzo e affrontare le truppe nemiche armi in pugno, in attesa che allo scontro si unissero i reparti che avevano combattuto sulle montagne. Milano ricopriva un ruolo simbolico cruciale anche perché in quel momento vi si trovava Benito Mussolini, che dal 18 aprile era ospite della prefettura e da lì tentava di organizzare una resistenza dei suoi allo scopo di trattare un accordo di resa a condizione (soluzione più favorevole di una resa incondizionata). Dal punto di vista militare, però, la situazione precipita rapidamente e nel pomeriggio del 25 il cardinale-arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster organizza un incontro fra Mussolini e una delegazione del Comitato di Liberazione Nazionale allo scopo di evitare ulteriori spargimenti di sangue. La mediazione fallisce e verso le ore 20, mentre viene dato l'ordine di insurrezione generale, Mussolini lascia Milano per rifugiare verso Como. Nei tre giorni successivi i partigiani continuano ad arrivare a Milano, dove sconfiggono le residue e limitate resistenze: il 28 aprile una grande manifestazione celebra la liberazione della città (gli americani arrivano solo l'1 maggio).