Montagne d'Abruzzo, infiniti orizzonti

di RICCARDO JANNELLO -
7 gennaio 2024
7_pescocostanzo_panorama_neve_paolo_castellani

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"In Abruzzo l’aria ha un sapore diverso. Nutrita di rupi e sassi, di radure e boschi, di laghi e ruscelli e torrenti e fiumi, l’aria ha uno scatto, un’elasticità di muscoli, una pungente, tagliente acredine che sa di spazi nordici, di scoscese dimore montane”. Quello che dice Giorgio Manganelli, uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento di cui da poco si è celebrato il centenario della nascita, è solo una prima, iconica, pennellata sulle bellezze di una regione che vive tutte le sue stagioni con lo straordinario impeto della meraviglia. E non solo quella descritta da Gabriele d’Annunzio in quella memorabile poesia che dice: “Settembre, andiamo. è tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti”. L’Abruzzo è questo e molto altro, dal mare alla montagna, impetuosa, virile, carismatica; “forte e gentile”, come l’ha definita Primo Levi. Montagne e parchi per ammirare i quali è sufficiente spaziare con lo sguardo lungo l’orizzonte, in qualsiasi angolo della regione ci si trovi, per incontrare filari di cime che svettano verso il cielo. Sono i massicci del Gran Sasso d’Italia, della Maiella, dei Monti della Laga, del gruppo del Sirente Velino, solo per citare i più grandi e noti. Un fantastico mondo d’alta quota che costituisce il più formidabile complesso montano dell’intera catena appenninica collocato strategicamente nel centro dell’Italia e del Mediterraneo, caratterizzato da un forte e duraturo innevamento che spesso si protrae fino a primavera inoltrata e attrezzato con moderne e funzionali stazioni sciistiche come quelle di Roccaraso, Rivisondoli, Campo Felice e Ovindoli, passando per la storica Campo Imperatore fino a Pescasseroli, Passolanciano-Majelletta, Campo di Giove e Prati di Tivo. E se la neve non ci assiste, nessun problema: camminare su questi sentieri, andare di valle in valle, di cima in cima è quantomeno un tonico per la nostra salute fisica e mentale. Relax davanti a un camino, ma anche abbronzatura sotto un sole che non ha nulla da invidiare a quello sulle coste: sono mille le possibilità che il turista ha dopo avere sciato o essersi goduto una giornata di intenso trekking. Gran parte delle principali località turistiche abruzzesi, infatti, fa perno su deliziosi borghi e paesi di montagna dalla storia millenaria, che nel tempo hanno saputo trasformarsi con garbo ed armonia, da Pescocostanzo a Caramanico Terme, Pietracamela, Pretoro, Rocca di Mezzo, Scanno, Tagliacozzo, solo per citarne alcuni. I loro centri storici, ben attrezzati con strutture ricettive e locali di categoria superiore, vantano spesso palazzi e castelli, musei e chiese ricche di tesori d’arte, tutti da scoprire e ammirare. Da non dimenticare infine i poli espositivi e i Centri Visita dei Parchi - come quelli di Pescasseroli e Alfedena - dove ammirare le meraviglie naturali che il territorio custodisce e vivere le tradizioni secolari legate all’artigianato, all’enogastronomia e alle manifestazioni popolari che animano la vita di questi luoghi.

Sport invernali

Sono 23 le stazioni sciistiche censite in Abruzzo, con uno sviluppo di circa 500 chilometri di piste, molte raccordate fra loro e suddivise sia in sci alpino lungo le mirabolanti pendici dei monti più alti sia in sci nordico: gli appassionati del fondo possono godere non solo di percorsi assolutamente ben preparati e segnalati, ma anche di paesaggi e vallate che hanno poche rivali. Un discorso a parte merita lo sci alpinismo, altra specialità a disposizione degli appassionati, ma soprattutto di quelli più esperti, che possono destreggiarsi anche in situazioni estreme e pericolose. Ognuno dei ventitré impianti – le cui condizioni possono essere controllate in ogni momento scaricando gratuitamente l’app ‘Ski Abruzzo’ – è dotato di scuole nelle quali bravissimi maestri possono insegnare ai bambini o agli adulti principianti nella maniera più sicura possibile; inoltre le caratteristiche delle piste sono tali – da quelle più difficili a quelle ‘normali’ – di soddisfare qualsiasi appetito. Senza dimenticare l’ausilio delle strutture di servizio e di soccorso e del personale professionalmente preparato fra guide alpini e uomini del Cai. La particolarità abruzzese è anche quella di sapere fare gruppo, di organizzarsi e preparare ogni attività per godersela in un gran numero di persone che si possono divertire anche in nuove attività. Fare in compagnia snowboard o una spettacolare ciaspolata se non snow tubing, sleddog, snowkite, arrampicata, jibbing, fat bike o una pattinata sulle piste di ghiaccio è davvero un’opportunità da non perdere. Ricordando sempre, con Manganelli, che “l’Abruzzo ha al suo centro non una città, ma una montagna, una grande, bellissima, terribile montagna, il Gran Sasso. Non badate ai metri dell’altezza; il Gran Sasso è di schiatta araldica, montagna di gran razza, di quelle che collochiamo con gli dei”.