Ursula von der Leyen, presidente designato della Commissione Ue (Ansa)
Ursula von der Leyen, presidente designato della Commissione Ue (Ansa)

Strasburgo, 16 luglio 2019 - E' il giorno di Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo. La candidata designata dai 28 Paesi membri, delfina di Angela Merkel nella Cdu, è stata eletta presidente della Commissione europea con 383 voti favorevoli (quorum 374, superato per un soffio, appena nove voti), 327 contrari. Sull'esito della consultazione ha pesato sicuramente il 'no' della Lega (29 voti) che nel pomeriggio ha annunciato il suo 'no', dopo che Salvini si era mostrato possibilista. 

"Mi sento molto onorata sono sopraffatta, la fiducia che riponete in me la riponete nell'Europa, un'Europa forte e unita, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa", le prime parole della nuova presidente. "Il compito che dovrò affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso".

Il discorso della Van der Leyen

La Van der Leyen ha parlato questa mattina nella seduta plenaria a Strasburgo. La ministra tedesca ha illustrato agli eurodeputati il suo programma che incassa il sì, non scontato, del Movimento 5 Stelle. Divisi i gruppi in Aula: no dei sovranisti di Identità e democrazia e della sinistra, anche i Verdi nel pomeriggio si sfilano mentre il Pd la sostiene. 

SALARIO MINIMO - In cima alla sua agenda c'è la battaglia per il salario minimo europeo: "Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa - ha detto la tedesca nel discorso agli europarlamentari -. Perciò svilupperemo un quadro nel rispetto dei quadri di lavoro, l'opzione ottimale è avere contrattazioni collettive con i sindacati perché loro possono adeguare il salario minimo al settore e al comparto. So che ci sono modelli diversi ma dobbiamo creare un quadro generale". 

MIGRANTI - Von der Leyn vuole un'Europa delle pari opportunità uomo-donna a partire dai vertici ("intendo realizzare una perfetta parità di genere nella possima Commissione. Se non mi proporranno abbastanza nomi, non esiterò a chiederne altri") e un'Europa dai "confini umani". Tra i punti toccati dalla presidente in pectore c'è infatti il nodo migranti: "Il Mediterraneo è diventato elle frontiere più letali al mondo. In mare c'è l'obbligo di salvare le vite". Dunque "dobbiamo salvare le vite umane", ma anche "ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti". Von der Leyen propone "un nuovo patto per la migrazione e l'asilo" e il "rilancio della riforma di Dublino". Cosa che "consentirà di tornare ad una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità, sicurezza e libertà". In tema di immigrazione il ministro della Difesa della Germania si impegna poi a "rafforzare l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera", con un corpo di "10mila guardie Frontex", al massimo entro il 2024. 

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SVOLTA VERDE - Prioritaria la svolta 'green': l'obiettivo ambizioso della candidata è quello di rendere l'Europa "il primo continente neutro al mondo a livello climatico entro il 2050". Per riuscirci "ridurre le emissioni del 40% entro il 2030 non è sufficiente", è necessario ridurle del "50% o meglio 55% entro il 2030". Nei primi 100 giorni della carica Von der Leyen si impegna a presentare "un accordo verde per l'Europa", affinché "l'obiettivo del 2050 venga tradotto in legge". 

BREXIT - Capitolo Brexit: von der Leyen si dice "disposta a garantire una ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi. In ogni caso il Regno Unito rimarrà il nostro alleato il nostro partner ed un paese amico". 

EUROPEISMO - Membro della Cdu tedesca e delfina di Angela Merkel, Von der Leyen eredita la linea anti-sovranista della cancelliera. "Per me solamente una cosa è importante, l'Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica". Com'era prevedibile, il gruppo ID (Identità e Democrazia), in cui siedono gli eurodeputati della Lega e del Rassemblement National di Marine Le Pen, ha annunciato stamattina il suo voto contrario all'elezione della tedesca. "Sono sollevata - replica lei - per me è un premio per tutto quello che ho fatto".

M5S VOTA SI' - Voterà sì invece il Movimento Cinque Stelle. Lo annuncia in Aula l'eurodeputata Tiziana Beghin: "Signora von der Leyen, dopo il nostro incontro, lei ha fatto suoi i punti principali del nostro programma, per questo il M5S intende sostenere la sua candidatura ma ogni giorno dovrà dimostrarsi degna di questa fiducia, non ci faremo remore a contrastarla anche duramente se non rispetta gli impegni presi".

LEGA VOTA NO - In mattinata Matteo Salvini si era detto possibilista su un possibile appoggio alla Von der Leyden. Sensazioni che cambiano nel pomeriggio. "Il suo discorso è stato un pò troppo spostato a sinistra - dice Lorenzo Fontana, ministro leghista deglli Affari Ue -. So che non è solo da noi che ha avuto un riflesso non positivo. È stato il discorso stamattina che ha irrigidito molto gli europarlamentari". Fontana conferma quindi il 'no' della Lega, spiegando che la scelta non è legata alla partita per il commissario italiano. 

CONTE APPREZZA - "Ho apprezzato il discorso della candidata Presidente della Commissione von der Leyen - twitta il premier italiano Giuseppe Conte - I temi economici, sociali, ambientali evocati così come la lotta ai traffici illeciti lasciano sperare in una Europa finalmente più capace di avere cura del suo futuro e dei bisogni dei cittadini".