Trump
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Roma, 25 gennaio 2017 - Via alla costruzione del 'muro' al confine col Messico promesso da Donald Trump. Il presidente Usa ha firmato, come preannunciato, due ordini esecutivi: uno sul finanziamento del muro al confine con il Messico e l'altro su misure più stringenti per gli immigrati clandestini. La cerimonia di firma è avvenuta al dipartimento per la Sicurezza Nazionale.

Tra le misurea nnunciate anche la possibile riapertura dei "black sites", i centri di detenzione all'estero teatro di interrogatori di presunti terroristi che Barack Obama fece chiudere nella prima settimana della sua presidenza, nel 2009. Trump ha firmato per la costruzione del muro con il Messico durante una visita al Dipartimento della Sicurezza nazionale, proprio nel giorno in cui a Washington arriva il ministro degli Esteri messicano, Luis Videgaray, per preparare la visita del presidente Enrique Peña Nieto, prevista alla fine del mese.

Il suo portavoce di Trumo, Sean Spicer ,ha spiegato che la nazione presieduta da Enrique Pena Nieto pagherà "in un modo o nell'altro" per quella che ha chiamato "una grande barriera fisica". In un discorso con cui ha descritto la sua politica estera, Pena Nieto due giorni fa aveva detto di non credere ai muri ma alla promozione di "confini che ci uniscono piuttosto che dividerci".

Il presidente aveva dato l'annuncio col solito tweet, parlando di "un gran giorno". 


IL CASO BARRON - Intanto, la casa Bianca interviene per difendere la privacy di Barron Trump, il figlio di dieci anni di Donald, l'unico nato dall'unione tra il presidente americano Donald e la terza moglie Melania. In un breve comunicato in cui il nome di Barron non viene fatto, l'amministrazione Usa ha fatto capire di aspettarsi la continuazione di una "lunga tradizione", quella secondo cui "ai figli dei presidenti è concessa l'opportunità di crescere fuori dal palcoscenico della politica". Su questo ha chiesto indirettamente ai media "la cooperazione".

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