Peng Shuai, 35 anni (Ansa)
Peng Shuai, 35 anni (Ansa)

Pechino, 15 novembre 2021 - Svanita nel nulla dopo aver denunciato gli abusi. E' mistero in Cina su Peng Shuai, campionessa di tennis di 35 anni, che il 2 novembre scorso accusò con un post su Weibo (il Twitter cinese) un ex vice primo ministro cinese, Zhang Gaoli, di averla violentata. Dallo stesso giorno di Peng non si hanno più notizie. Sono scomparsi tutti i suoi profili e ogni materiale a lei riconducibile sul web. Il post in questione fu rimosso poco dopo la pubblicazione, ma gli screenshot con il suo contenuto diventarono virali. Gaoli, 75 anni, è stato uno degli uomini più potenti della Cina fino al 2017 ed ex membro del Comitato Permanente del Politburo, l'organo decisionale del partito composto da soli sette dirigenti, tra cui lo stesso segretario generale del partito e presidente cinese, Xi Jinping. 

Le accuse al ministro cinese

"Perché sei dovuto tornare da me, portarmi a casa tua, costringermi a fare sesso con te? - c'era scritto nel post - Non ho mai acconsentito. Ho pianto tutto il tempo. Non riesco a descrivere quanto fossi disgustata, ora mi sento un cadavere che cammina". Sul profilo di Peng si leggeva che la tennista aveva avuto una relazione con l'ex alto dirigente del Pcc, poi interrotta: nel 2018, al termine dell'incarico Peng sarebbe stata invitata da Zhang a casa sua per giocare a tennis con lui e la mogli: in quell'occasione l'ex politico cinese l'avrebbe violentata. 

Non ci sono prove, scrive Peng, ma "come un uovo che colpisce una roccia, o una falena la fiamma, sprezzante dell'auto-distruzione dirò la verità su di te". 

Peng è stata numero 1 al mondo nel doppio nel 2014 dopo aver vinto Wimbledon e Roland Garros; attualmente è ancora in classifica come 191esima del ranking. Le colleghe da tutto il mondo hanno lanciato l'hastag #whreispengshuai che ha contributo a rendere nota la vicenda a livello internazionale. Vicenda che non trova alcuna copertura sui media ufficiali cinesi.  Alla richiesta di commenti il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha affermato di "non aver sentito nulla della questione".

Sul caso è intervenuta la WTA, federazione del tennis femminile. Steve Simon, presidente e ceo del sindacato femminile pretende "chiarezza" sul caso. "I recenti eventi in Cina riguardanti una giocatrice Wta, Peng Shuai, sono fonte di profonda preoccupazione - si legge nel testo -. Peng Shuai, e tutte le donne, meritano di essere ascoltate, non censurate. La sua accusa sulla condotta di un ex leader cinese che ha comportato un'aggressione sessuale deve essere trattata con la massima serietà. In tutte le società, il comportamento che lei sostiene abbia avuto luogo deve essere indagato, non perdonato o ignorato. Lodiamo Peng Shuai per il suo notevole coraggio e forza nel farsi avanti". 

Simon ha dichiarato al New York Times di avere ricevuto conferme "da diverse fonti, inclusa la Chinese Tennis Association", che la donna è al sicuro e che non sta subendo minacce fisiche. Potrebbe trovarsi a Pechino, ha detto, ma non è in grado di confermarlo, perché non ha parlato direttamente con lei.