Taiwan, scatta l’allerta sui telefonini per un raid aereo della Cina. Ma è un satellite: tensione altissima in vista delle elezioni

Più si avvicina l’appuntamento del 13 gennaio e più Pechino intensifica le attività da ‘zona grigia’: solo nelle ultime 24 ore le forze armate di Taipei hanno intercettato 10 caccia, 4 palloni aerostatici e 4 navi al limite e oltre la linea mediana dello stretto

Taipei, 9 gennaio 2024 - Cresce la pressione della Cina su Taiwan in vista delle elezioni presidenziali che potrebbero determinare il futuro delle relazioni internazionali dell'isola 'ribelle'. Oggi alle 15 locali (le 8 in Italia) è stato lanciato l'allerta sui telefonini di Taiwan di un "allarme per raid aereo", con "un missile" in volo sullo spazio aereo dell’isola, una ipotesi di attacco però subito ridimensionata dal ministero della Difesa. Il fatto, significativo per la tensione che si respira sull'isola, è avvenuto mentre il ministro degli Esteri Joseph Wu stava tenendo una conferenza stampa a Taipei con i giornalisti stranieri in vista delle elezioni di sabato. Lo stesso Wu ha voluto chiarire che si trattava di un satellite lanciato da Pechino che stava sorvolando lo spazio aereo taiwanese, e il messaggio era stato inviato per la possibile caduta di detriti. Il tutto mentre la tv statale cinese Cctv rivendicava in toni trionfali "il successo del lancio del satellite Einstein Probe", avvenuto dalla base di Xichang, nello Sichuan, usando il razzo Long March-2C.

Il razzo Long March-2C che trasporta il satellite cinese Einstein Probe
Il razzo Long March-2C che trasporta il satellite cinese Einstein Probe

Wu ha condannato la mossa comunque minacciosa di Pechino: "Un lancio in questo momento molto delicato delle nostre elezioni lo classificherei attività della 'zona grigia' della Cina per ricordare a Taiwan che esiste il pericolo di guerra".

Poi a ricordare che la Cina è lì, ed è sempre pronta a usare la forza per riprendersi quell'isola che considera parte "inalienabile" del suo territorio, ci sono i costanti sorvoli di palloni aerostatici e di caccia, al limite e oltre la linea mediana dello stretto di Taiwan. Una guerra psicologica che è aumentata con l'avvicinarsi dell'appuntamento al voto del 13 gennaio. Nelle ultime 24 ore le forze armate taiwanesi, oltre al satellite, hanno rilevato 10 aerei militari cinesi, quattro navi e quattro palloni aerostatici vicino all'isola, ha fatto sapere il ministero della Difesa.

Sabato quindi sarà un appuntamento fondamentale per l'isola e il suo futuro democratico. Tre i principali candidati: il favorito è Lai Ching-te, attuale vice-presidente, del Partito democratico progressista Democratic Progressive Party, o DPP, ora al governo. Pechino lo considera, con la vice Hsiao Bi-khim, "un duo indipendente", che potrebbe anche lasciare le posizioni del DPP e della presidente attuale, Tsai Ing-wen, di un fermo, ma sempre più rischioso, no alla riunificazione Cina. Il principale sfidante Hou Yu-ih, del Kuomintang (KMT), sindaco di New Taipei City, è invece pro-Cina e in campagna elettorale ha accusato il DPP di voler portare Taiwan "vicino alla guerra". Il terzo è il candidato del Taiwan People's Party (TPP), Ko Wen-je, appoggiato dai giovani per le sue critiche ai agli avversari politici.