Taiwan, 23 caccia e droni cinesi davanti all’isola. Pressioni di Pechino per il faccia a faccia tra Sullivan e Wang Yi

Il consigliere per la Sicurezza nazionale americano incontrerà oggi e domani il ministro degli Esteri cinese a Bangkok, sul tavolo il futuro di Taipei e le tensioni nel Mar Cinese

Motovedette di Taiwan in perlustrazione
Motovedette di Taiwan in perlustrazione

Roma, 26 gennaio 2024 - Sono almeno 23 gli aerei militari con cui la Cina oggi, in  vista dei colloqui a Bangkok tra ministro degli Esteri Wang Yi e il consigliere per la Sicurezza nazionale americano Jake Sullivan, ha messo pressione a Taiwan. Le forze di difesa di Taipei ha denunciato che 13 di questi velivoli, tra droni e caccia Su-30, hanno varcato la linea mediana dello Stretto di Taiwan. E al largo dell'isola 'ribelle' continuano a incrociare navi da guerra cinesi in un "pattugliamento congiunto di prontezza al combattimento".

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E proprio Taiwan è uno degli argomenti che saranno discussi tra oggi e domani tra il massimo diplomatico cinese e Sullivan. I due inoltre “si scambieranno anche opinioni su vicende regionali e internazionali di comune interesse”, ha spiegato nel briefing quotidiano il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin.  

Il nodo più difficile resta sempre lo stesso: la Cina pretende la "riunificazione" mentre gli Stati Uniti, che ufficialmente non sostengono Taipei, sono comunque i maggiori garanti della sua indipendenza e i maggiori fornitori di attrezzature militari per l'isola.

Solo ieri Pechino ha accusato Washington di "abusare del diritto internazionale" e di continuare con "provocazioni pericolose", per aver fatto passare un cacciatorpediniere Uss John Finn nello Stretto di Taiwan, il primo dalle elezioni presidenziali che hanno visto trionfare sull'isola William Lai, considerato da Pechino un "pericoloso" separatista.