Macron visita il cimitero profanato (Ansa)
Macron visita il cimitero profanato (Ansa)

Parigi, 20 febbraio 2019 - Uno striscione in arabo e in francese per condannare l’antisemitismo: molti giovani, il primo ministro Edouard Philippe accompagnato dai rappresentanti dei partiti (con l’eccezione di Marine Le Pen, che "non è stata invitata"), numerosi esponenti delle confessioni religiose, non solo i cattolici e gli ebrei ma anche i musulmani e un folto gruppo di imam, tutti insieme ieri sera in place de la République a Parigi per dire "no" alle violenze, alle aggressioni e ai gesti vandalici che sono in aumento in tutta la Francia ai danni della comunità ebraica. Non c’era invece il presidente Macron, che poche ore prima si era recato in visita al Memoriale della Shoah accompagnato dai presidenti dell’Assemblea Nazionale e del Senato: "L’antisemitismo – ha detto – è la negazione della Repubblica e della Francia. Ogni volta che un francese viene minacciato, insultato, ferito o assassinato in quanto ebreo, è la Repubblica in prima persona che viene colpita. Non sono gli ebrei che debbono difendersi, è la Repubblica che deve proteggerli e difenderli".

Gli ultimi episodi sono agghiaccianti: svastiche tracciate a Parigi sul ritratto del viso di Simone Veil, l’ex presidente del Parlamento europeo deportata a 16 anni ad Auschwitz dove morirono suo padre, sua madre e suo fratello; un’ottantina di tombe ebraiche profanate a Quatzenheim, villaggio di 800 abitanti a pochi chilometri da Strasburgo; il filosofo Alain Finkielkraut aggredito sabato scorso da un gruppo di gilet gialli che lo hanno malmenato gridandogli "sionista di merda" e "porco ebreo"; la sede del quotidiano Le Monde imbrattata con la scritta "Macron puttana di Rothschild e degli ebrei"; la stele commemorativa di Ilan Halimi – il giovane ebreo rapito, torturato e ucciso dalla "gang dei barbari" nel 2006 – divelta mercoledì scorso insieme con tutti gli alberi piantati in suo ricordo. È un continuo, un fenomeno in crescita che crea allarme nel mondo politico e civile: "Nell’ultimo anno i crimini e i gesti antisemiti sono cresciuti del 74%. La morte atroce di Mireille Knoll, uccisa a coltellate a 85 anni nel marzo scorso da un musulmano di 29 anni, è tragicamente presente nella nostra memoria", dice la sottosegretaria all’ecologia Emmanuelle Wargon. "Il più violento dei miei aggressori indossava un gilet giallo ed era visibilmente un integralista. Mi ha detto: ‘maiale vattene di qui, la Francia è nostra, Dio ti punirà’", racconta Finkielkraut.

L’emozione è forte in Francia. Un gruppo di deputati di En Marche propone una proposta di legge per definire reato non solo l’antisemitismo ma anche l’antisionismo; il presidente Macron si è detto tuttavia contrario. Il premier Philippe si è impegnato a far approvare misure per arginare nei social le parole di odio antisemite e razziste: "Bisogna che i responsabili dei siti e dei social siano responsabilizzati", ha dichiarato. Ieri Yoav Gallant, ministro israeliano dell’Immigrazione, ha condannato l’antisemitismo in Francia e lanciato un appello agli ebrei francesi affinché "tornino a casa, in Israele". Nel 2018 sono stati 2.678 gli esponenti della comunità ebraica che hanno lasciato la Francia per trasferirsi a Tel Aviv.