Il sindaco peruviano Jaime Torres si finge morto nella bara (Ansa)
Il sindaco peruviano Jaime Torres si finge morto nella bara (Ansa)

Lima, 23 maggio 2020 - Succede anche questo al tempo del coronavirus. Ed è una storia da non credere quella che arriva dal Perù, Paese come tutti alle prese con la pandemia. Nel dipartimento centrale di Huancavelica protagonista della bravata che farebbe anche sorridere se non fosse per il ruolo istituzionale è nientemeno che un sindaco.

Si chiama Jaime Rolando Urbina Torres, sindaco distrettuale di Tantarà che - stando al racconto del quotidiano peruviano La Republica - infrangendo lo stato di emergenza in vigore, ha deciso di passare una serata con gli amici bevendo a profusione liquori locali. Alcuni cittadini lo hanno riconosciuto ed hanno per questo deciso di avvertire la polizia. E qui comincia il bello.

Resosi conto dell'imminente arrivo degli agenti, Urbina Torres, in chiaro stato di ebbrezza, è stato preso dal panico. Si è guardato attorno scorgendo nelle vicinanze alcuni feretri preparati per persone probabilmente uccise dal coronavirus che in Perù ha fatto registrare oltre 56.000 contagi e 6.000 morti.

Detto fatto, ecco lidea: senza perdere tempo, il sindaco ha indossato la mascherina sanitaria e, imitato da un compagno di bagordi, si è sdraiato in una delle bare, fingendosi morto. Purtroppo per lui, la giocata non ha avuto fortuna perché i poliziotti hanno scoperto il trucco, trasferendolo in un vicino commissariato, come hanno mostrato anche foto postate nelle reti sociali.