Martedì 25 Giugno 2024

Washington Post, perché la direttrice Sally Buzbee si è dimessa

La decisione clamorosa presa dopo 3 anni al timone. Secondo la ricostruzione del New York Times, hanno pesato anche gli scandali in Gran Bretagna

Perché si è dimessa Sally Buzbee, direttrice del Washington Post

Perché si è dimessa Sally Buzbee, direttrice del Washington Post

Washington, 8 giugno 2024 – Ma cosa c’è dietro le dimissioni di Sally Buzbee, direttrice del Washington Post? Domenica sera ha lasciato il giornale, a sorpresa, dopo 3 anni al timone. A provocare il terremoto, secondo quanto scrive la stampa Usa, ci sarebbero anche gli scandali delle intercettazioni dei tabloid di Rupert Murdoch.

Questa, almeno, è la ricostruzione fatta dal New York Times. 

Lo scontro risalirebbe a maggio. Quando, scrive il NYT, Sally Buzbee aveva informato il Ceo Will Lewis che in un articolo del quotidiano sull’annosa vicenda che oppone in tribunale il principe Harry ai rotocalchi del tycoon australiano sarebbe stato fatto il suo nome tra quelli degli executive che a suo tempo avevano contribuire a insabbiare il caso.

Lewis avrebbe detto alla direttrice che l’affare “non faceva notizia” e che “era meglio lasciar perdere”, hanno detto al Times due persone a conoscenza della vicenda. Il Ceo interruppe bruscamente la conversazione quando la Buzbee gli disse che il pezzo sarebbe comunque andato in pagina, come accadde poi sette giorni più tardi quando la magistratura britannica dichiarò ammissibile nella causa del principe il nome di Lewis e di altri ma non quello di Murdoch.

Le dimissioni della Buzbee, un passato di giornalista di agenzia e la prima donna al timone del Washington Post in 144 anni di storia del giornale, hanno provocato una profonda crisi nel quotidiano del Watergate. L’interazione con Lewis, nominato amministratore delegato dal proprietario Jeff Bezos, sulla decisione della corte inglese non sarebbe stata l’unica ragione dell’uscita di scena della direttrice, precisa il Times, che da settimane meditava sul suo futuro dopo che in aprile Lewis aveva delineato un piano di ristrutturazione del Washington Post in cui a lei sarebbe spettata la direzione di una nuova sezione dedicata ai social media e al giornalismo di servizio. La direttrice, arrivata al Washington Post dall’Associated Press dove aveva lavorato per oltre tre decenni, l’aveva presa come una retrocessione. Nominato in novembre dal proprietario Jeff Bezos, dopo esser stato Ceo di Dow Jones, l’unità di News Corp che pubblica il Wall Street Journal, Lewis aveva ricevuto dal fondatore di Amazon il mandato di ridisegnare il giornale per far fronte a una profonda crisi nell’audience e perdite annuali di decine di migliaia di dollari. L’executive aveva deciso di dividere la redazione in tre unità: mantenendo quella centrale incaricata di politica e economia e la sezione riservata alle opinioni, sarebbe nata una terza divisione social media, wellness, lifestyle e giornalismo di servizio da affidare, nel suo pensiero, alla Buzbee. Robert Winnett, un ex del Daily Telegraph dove Lewis aveva a lungo lavorato prima di passare al gruppo Murdoch, era stato chiamato invece a dirigere la sezione news, senza che la Buzbee avesse avuto voce in capitolo.