Sabato 25 Maggio 2024
ALEX LUNG
Esteri

Risoluzione Onu, cosa cambia per la Palestina. I nuovi diritti e quelli ancora negati

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite esorta il Consiglio di Sicurezza a "riconsiderare favorevolmente" la piena adesione del Paese all'organizzazione. Cosa succede ora?

New York, 11 maggio 2024 - Giornata storica ieri per il riconoscimento internazionale della Palestina: l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che esorta il Consiglio di Sicurezza a riconsiderare la piena adesione dello Stato all'Onu. 143 i voti a favore, 9 i contrari (tra cui Stati Uniti e Argentina) e 25 gli astenuti, tra cui Italia, Germania e Regno Unito. Il mese scorso il Cds ha respinto la questione, trainato dal veto degli Stati Uniti.

Voto all'Onu per stato palestinese: a favore 143 voti, 9 contrari e 25 astenuti, tra cui l'Italia
Voto all'Onu per stato palestinese: a favore 143 voti, 9 contrari e 25 astenuti, tra cui l'Italia

La Palestina non è quindi (ancora) diventata uno Stato membro dell'Onu, e resta al momento un "non-membro osservatore", status unico nel suo genere, condiviso solo con la Città del Vaticano. Tuttavia, la risoluzione di ieri comporta cambiamenti radicali nella partecipazione di Ramallah all'organizzazione internazionale.

Innanzitutto, i diplomatici palestinesi sederanno tra i delegati di tutto il mondo, rispettando l'ordine alfabetico con cui sono assegnati i seggi. Potranno inoltre rilasciare dichiarazioni in rappresentanza dello Stato che rappresentano e dei palestinesi. Le novità più importanti riguardano la possibilità di presentare proposte ed emendamenti e di aggiungere elementi all'agenda dei lavori delle Nazioni Unite.

La maggiore partecipazione della Palestina nella comunità internazionale sarà data anche dalla possibilità di far eleggere suoi diplomatici in alcune delle istituzioni dell'Onu correlate all'Assemblea generale. Infine, delegazioni di Ramallah saranno spedite alle conferenze organizzate dalle Nazioni Unite.

Il nuovo status 'a metà strada' non comporta però il diritto di voto, né l'elezione al Consiglio di sicurezza e al Consiglio economico e sociale, opzioni riservate esclusivamente ai pieni membri. Quindi, cosa succederà ora? È innanzitutto importante capire che siamo di fronte a un'importante presa di posizione della comunità internazionale dopo mesi di conflitto tra Israele ed Hamas e tutte le ripercussioni sui civili che ne sono derivate. La data da tenere d'occhio è quella del 10 settembre, quando tutte le novità previste dall'esito favorevole della risoluzione entreranno in vigore. In ogni caso, la palla passa adesso al Consiglio di Sicurezza (i cui membri permanenti sono Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia), che sulla spinta della decisione dell'Assemblea generale dovrebbero "riconsiderare favorevolmente" la piena adesione della Palestina.