Martedì 16 Luglio 2024
ALDO BAQUIS
Esteri

Rapporto Onu contro Israele e Hamas: "Commessi crimini di guerra". L’ira di Tel Aviv: abominevole

Esaminato il periodo da ottobre a dicembre 2023: privazione di cibo e attacchi intenzionali sui palestinesi. La replica: "Civili usati come scudi umani". Condanna anche per le brutalità commesse dai miliziani il 7 ottobre.

Rapporto Onu contro Israele e Hamas: "Commessi crimini di guerra". L’ira di Tel Aviv: abominevole

Rapporto Onu contro Israele e Hamas: "Commessi crimini di guerra". L’ira di Tel Aviv: abominevole

L’Onu trascina ancora una volta Israele sul banco degli imputati. In un rapporto presentato al suo Consiglio per i diritti umani da una Commissione internazionale indipendente Israele è accusato di essersi macchiato a Gaza, fra l’ottobre e il dicembre 2023, di "crimini di guerra, crimini contro l’umanità, ed anche di sterminio". In particolare sono denunciati la privazione di cibo alla popolazione di Gaza "come strumento di guerra", insieme con "attacchi intenzionali contro civili" e lo spostamento "forzato e caotico" di complessivamente 1,7 milioni di palestinesi. Il rapporto – presentato dalla giurista sudafricana Navi Pillay – accusa anche i membri dell’ala militare di Hamas di aver commesso il 7 ottobre "crimini di guerra, fra cui torture, trattamenti inumani, dissacrazione di corpi mediante l’uso di fuoco, mutilazioni e decapitazioni". La pubblicazione del rapporto è giunta in Israele mentre si celebrava la festa ebraica di Shavuot (pentecoste). Una prima reazione è giunta dall’ambasciata di Israele a Ginevra, dove ha sede il Consiglio per i diritti umani, che ha denunciato un "atteggiamento sistematico e discriminatorio anti-israeliano da parte della Commissione di inchiesta".

Pillay sostiene che gli orrori del 7 ottobre vanno visti in un contesto molto più ampio che comprende "la occupazione illegale da parte di Israele di territori palestinesi, la discriminazione, l’oppressione, e la negazione del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese". Descrive in dettaglio le brutalità compiute da Hamas nell’attacco nel Negev del 7 ottobre, ma afferma di non aver trovato prove che i miliziani avessero avuto ordine di commettere violenze sessuali. Pillay lamenta peraltro che le autorità israeliane non abbiano cooperato al suo lavoro. D’altra parte la Commissione imputa l’"immenso numero di vittime civili e la vasta distruzione di località e di infrastrutture civili" a una strategia scelta a tavolino da Israele che ha incluso "l’uso intenzionale di armi pesanti con grande capacità distruttiva in zone popolate densamente in attacchi diretti ed intenzionali".

"Questo rapporto – ha replicato con l’ambasciata israeliana – ignora del tutto l’uso odioso di scudi umani da parte di Hamas, la sua strategia intenzionale di esporre civili lungo le linee di fuoco. Non esita invece a criticare le forze armate israeliane per non aver difeso a dovere la popolazione civile dagli attacchi di Hamas. Israele respinge le accuse abominevoli e immorali riguardo le operazioni a Gaza delle nostre forze armate".