Putin e l’Occidente: "Non attaccherò la Nato". Ma minaccia Helsinki. L’analista: non è cambiato

Lo zar alla tv di Stato: all’inizio della mia presidenza sono stato ingenuo "Alleanza atlantica nemica della Russia, creeremo problemi alla Finlandia". Mikhelidze: i toni della propaganda e i suoi obiettivi sono quelli di sempre.

Putin e l’Occidente: "Non attaccherò la Nato". Ma minaccia Helsinki. L’analista: non è cambiato
Putin e l’Occidente: "Non attaccherò la Nato". Ma minaccia Helsinki. L’analista: non è cambiato

di Marta

Ottaviani

Il presidente Putin torna a parlare a pochi giorni della conferenza stampa della settimana scorsa, quando si era già occupato delle relazioni con gli Stati Uniti e l’Unione Europea. L’occasione era quantomai ghiotta. Russia Unita, il partito in cui il presidente milita dall’inizio della sua carriera politica, ha votato all’unanimità il sostegno alla sua ricandidatura alle elezioni in programma il prossimo marzo. Per galvanizzare i sostenitori, Putin è tornato ad attaccare l’Occidente alla sua maniera, per provare a imporre una versione ribaltata della realtà. Il numero uno del Cremlino se l’è presa per primo con il presidente americano, Joe Biden, accusato di voler sobillare la Russia. "Quelle di Biden sono fesserie – ha esordito Putin durante un’intervista a Rossija 1, la televisione di Stato –. Non abbiamo alcun interesse a combattere la Nato, né geopolitico, né economico né militare".

Lo zar, subito dopo, continuando con il suo ribaltamento della realtà storica, è addirittura arrivato a definirsi "ingenuo", perché, nei primi anni del suo mandato, ha creduto alla buonafede dell’Occidente, accusato di puntare solo alla "disintegrazione della Russia, com’era avvenuto durante l’Unione Sovietica", arrivando ad affermare che l’ex consigliere per la sicurezza nazionale americano, Zbigniew Brzezinski aveva un piano per "dividere il Paese in cinque parti e sfruttare le sue risorse".

Un atteggiamento che, secondo, Nona Mikhelidze, senior research fellow dell’Istituto Affari Internazionali, non deve essere inteso come più conciliante. "Con le dichiarazioni degli ultimi giorni – spiega – Putin ha scelto di puntare sul vittimismo. Ma non vi è nulla di conciliante nelle sue parole. Ha detto di essere stato ingenuo a non capire che l’Occidente ha da sempre voluto distruggere la Russia e voleva trattarla come fatto con l’Unione Sovietica. Si mette nei panni della vittima per giustificare la sua reazione contro l’Occidente che è il vero colpevole della situazione".

Il presidente si è anche soffermato sull’ingresso della Finlandia nel Patto Atlantico. Un Paese che, secondo il numero uno del Cremlino, è stato "trascinato nella Nato". "Abbiamo avuto dispute con la Finlandia? Tutte le dispute comprese quelle di natura territoriale della metà del XX secolo, sono state risolte da tempo. Non c’erano. Ora ci saranno, perché adesso creeremo il distretto militare di Leningrado e vi concentreremo alcune unità militari". "Le riserve militari – commenta ancora Nona Mikhelidze – sono state tutte impiegate in Ucraina, quindi verrebbe da chiedersi dove Putin ne possa andare a prendere altre. Per il resto, credo che i suoi obiettivi non siano per nulla cambiati. Vuole “denazificare“ l’Ucraina e ha ribadito che Odessa è una città russa. Non è cambiato nemmeno il tono della propaganda. Vanno nascosti dalla propaganda sia i problemi che stanno riscontrando le forze armate, sia i problemi a cui sta andando incontro l’economia, che sta riscontrando molte più difficoltà rispetto alla versione ufficiale".