Processo all’Aja. Israele sotto accusa: "A Gaza è genocidio". Netanyahu: tutto falso

Il premier contro il Sudafrica: braccio legale di Hamas. Prima udienza alla Corte internazionale di giustizia dell’Onu. Fuori infiammano le proteste tra filo-palestinesi e sostenitori di Tel Aviv. .

Processo all’Aja. Israele sotto accusa: "A Gaza è genocidio". Netanyahu: tutto falso

Processo all’Aja. Israele sotto accusa: "A Gaza è genocidio". Netanyahu: tutto falso

Due mondi, un muro contro muro durissimo davanti alla corte internazionale di giustizia dell’Aja, il principale organo giudiziario dell’Onu, dove ieri si svolta la prima udienza del caso presentato il 29 dicembre dal Sudafrica contro Israele per presunte violazioni della Convenzione sul genocidio, mentre fuori si confrontavano, tenuti a distanza dalla polizia, manifestanti pro Palestina e pro Israele (tra i quali anche parenti di ostaggi). È un processo ad alta valenza politica.

Sarà molto difficile provare che la guerra di Israele a Gaza costituisca un crimine di genocidio. E la Corte internazionale di giustizia sinora non ha mai condannato per genocidio nessuno Stato. Ma il fine del Sudafrica (Paese da sempre vicino ai palestinesi) è politico: l’applicazione della “misura provvisoria” chiesta dal Sudafrica per "ordinare l’interruzione delle operazioni militari di Israele". Le decisioni della Corte internazionale di giustizia sono in teoria vincolanti, ma la Corte non ha i mezzi per farle rispettare, e in ogni caso la misura provvisoria resterebbe sulla carta, ma sarebbe politicamente scomoda per Israele.

Nella prima udienza ha parlato il Sudafrica, oggi sarà la volta di Israele. Il ministro della Giustizia sudafricano Ronald Lamola ha accusato Israele di "aver passato il limite" e di aver fatto soffrire i palestinesi dal 1948: "La violenza e la distruzione in Palestina non sono iniziate il 7 ottobre, ma sono 76 anni che subiscono violenza. E nessun attacco, per quanto grave, può giustificare la violazione della convenzione sul genocidio" ha detto Lamola davanti alla Corte, in apertura dell’udienza.

"Il primo atto genocida – ha detto la rappresentante del Sudafrica presso la Corte dell’Aia, Adila Hassim – è l’uccisione in massa di palestinesi a Gaza da parte di Israele. ll secondo atto genocida commesso da Israele a Gaza è la riduzione della popolazione palestinese in uno stato di sofferenza". Contro Israele si sono schierati la Lega Araba, l’Iran, ma anche Cile, Malesia, Cuba, Bolivia e il Brasile, che dei paesi emergenti riunti nel Brics è membro al pari del Sudafrica, dell’India, della Cina, la Russia.

Israele si è detto indignato di essere finito sul banco degli accusati nonostante sia stato vittima dell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accusato il Sudafrica di "rappresentare dei mostri". "All’Aja – ha accusato – assistiamo al mondo alla rovescia. Israele combatte contro terroristi assassini che hanno commesso crimini terribili: hanno massacrato, violentato, bruciato, smembrato, ucciso bambini, donne, anziani, giovani. Un’organizzazione terroristica che ha commesso il crimine più terribile contro il popolo ebraico dai tempi della Shoah e ora c’è chi viene a difenderla in nome della Shoah".

Netanyahu ha poi affermato che "Israele continuerà a combattere i terroristi fino alla vittoria totale e a respingere le falsità: continueremo a proteggere il nostro giusto diritto di difenderci". "È l’affaire Dreyfus del XXI secolo, uno spettacolo di antisemitismo e vergogna", ha insistito l’ex primo ministro Naftali Bennet.

A fianco di Israele c’è, come sempre l’America. "La causa intentata dal Sudafrica – ha detto John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti – è controproducente e non c’e’ assolutamente alcuna indicazione che Israele sia coinvolto in un genocidio". Con Israele molti governi occidentali. "Il genocidio – ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajaniè un’altra cosa. Abbiamo detto in tutti modi che non condividiamo gli attacchi alla popolazione, continuiamo ad invitare Israele a non superare i limiti della giusta reazione per sconfiggere Hamas, ma non si può dimenticare quello che è successo il 7 ottobre".