Martedì 23 Luglio 2024

Orrore al parco giochi Si avventa sui passeggini Accoltella bimbi e nonni

Quattro sono gravi. L’aggressore è un siriano, ha gridato "in nome di Gesù". Il 4 giugno era stata respinta la sua richiesta d’asilo. "Lo aveva ottenuto in Italia". .

di Giovanni Serafini

PARIGI

Quattro bambini gravemente feriti a coltellate, mentre giocavano o mentre dormivano nel passeggino. Il più piccolo ha 22 mesi, gli altri non superano i 3 anni. Stanno lottando tra la vita e la morte. Colpiti anche due adulti, portati in condizioni critiche all’ospedale. È una scena da film dell’orrore quella che si è vissuta ieri mattina sulle rive del lago di Annecy, 30 chilometri da Ginevra, in un parchetto giochi pieno di bambini. Un attacco alla cieca, di una violenza mai vista. La Francia è sotto choc, annichilita. Erano le 9 e tre quarti quando un uomo di 32 anni, bandana azzurra, barba lunga, occhiali neri, ha fatto irruzione nello spazio in cui giocavano i bambini e ne ha colpiti quattro, uno dopo l’altro, gridando in inglese "in nome di Gesù Cristo. Aveva in mano un coltello affilatissimo, un Opinel da dieci centimetri. È stato orribile, una scena allucinante", racconta un testimone che stava facendo footing: "Le mamme si sono messe a gridare mentre la gente correva da tutte le parti terrorizzata, spingendo via i passeggini per portare i piccoli al sicuro". Per farsi strada l’aggressore ha colpito un uomo di 78 anni, il nonno di uno dei bambini, che aveva cercato di fermarlo. Ferita anche una donna che non ha avuto il tempo di scansarsi. Inseguito da un passante, si è messo a correre e saltare all’impazzata nel parco, finché non sono intervenuti due poliziotti che gli hanno sparato alle gambe e lo hanno immobilizzato.

Si chiama Abdalmaish Hanoun, è un siriano di 32 anni. Non ha precedenti penali, non si conoscono antecedenti psichiatriCI, non era sotto l’effetto della droga o dell’alcol al momento dell’aggressione. Nel corso di una conferenza stampa la prima ministra francese Elisabeth Borne, accorsa ad Annecy insieme con il ministro degli Interni Gérald Darmanin, ha dichiarato che "al momento non risulta alcun movente terroristico". Interrogato nel commissariato di Annecy, l’uomo è piombato in una "enorme crisi isterica". Il procuratore locale Line Bonnet-Mathis ha detto che Abdalmaish aveva lasciato la Siria nel 2013 e si era trasferito in Svezia, dove si è sposato con una cittadina svedese. Da lei ha avuto un figlio, che oggi ha 3 anni. Recentemente aveva lasciato la Svezia, che pure gli aveva concesso lo status di rifugiato. Abbandonata moglie e bambino, era arrivato in Francia in ottobre. Il mese successivo aveva presentato una domanda di asilo in qualità di rifugiato: il 4 giugno scorso ha ricevuto risposta negativa, dal momento che aveva già ottenuto il riconoscimento in Svezia. Nella domanda, dettaglio su cui si sta indagando, l’uomo aveva dichiarato di essere un "cristiano della Siria". Secondo fonti investivative, "aveva ottenuto asilo anche in Italia e in Svizzera". La Bonnet-Mathis ha precisato che Hanoun aveva addosso una croce cristiana al momento dell’arresto. La moglie svedese si è detta allibita: "Non riesco a credere che abbia compiuto quel massacro". Secondo un testimone, Abdalmaish frequentava sistematicamente il parchetto giochi: "Stava là tutto il giorno, da mattina a sera. Sempre da solo".