Venerdì 21 Giugno 2024
MARTA OTTAVIANI
Esteri

Poteri a Mokhber in Iran, il falco filorusso. Il regime sceglie la continuità dopo la morte di Raisi

Il vicepresidente guiderà l’Iran fino alle elezioni. "Il percorso della politica estera non cambierà"

Roma, 20 maggio 2024 – Un ‘falco’ al servizio della rivoluzione khomeinista e in ottimi rapporti con la Russia di Vladimir Putin. Mohammad Mokhber, primo vice presidente dell’Iran, fedelissimo dell’ormai fu Ebrahim Raisi, guiderà la repubblica islamica per i prossimi 50 giorni e sarà una delle tre figure chiave che organizzerà le elezioni. "Il percorso della politica estera iraniana continuerà sotto la guida del leader Ali Khamenei dopo la morte del presidente Ebrahim Raisi" ha reso noto in un comunicato il Consiglio strategico iraniano per le relazioni estere.

Mohammad Mokhber, il nuovo presidente in Iran
Mohammad Mokhber, il nuovo presidente in Iran

Nato a Dezful, nell’Iran orientale, Mokhber ha 68 anni e un phd in legge. Entrato nelle grazie di Raisi fin da quando era giovanissimo, è quello che si potrebbe definire una vera e propria ‘eminenza grigia’, poco presente sui media nazionali, onnipresente in tutto il resto, soprattutto nelle attività in cui il defunto presidente aveva bisogno di una figura di assoluta fiducia. Gli analisti dicono che fu scelto da Raisi per il suo ottimo rapporto con la Guida Suprema, Ali Khamenei, e il suo entourage e allo stesso tempo con il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, i cosiddetti pasdaran, che hanno assunto sempre più potere. Nel suo curriculum figura anche l’inclusione, nel 2010, in un elenco di individui ed entità sanzionati dall’Unione Europea nel 2010 per il presunto coinvolgimento in attività riguardanti i programmi nucleari e missili balistici dell’Iran. Nel 2012 è stato rimosso dall’elenco, non si sa se per buona condotta o come gesto di conciliazione da parte dell’Ue nei confronti di Teheran. Mokhber ha svolto un ruolo chiave in diversi enti di beneficenza legati allo stato iraniano, noti come bonyards. Secondo gli Stati Uniti, in questa posizione è stato più volte implicato in terrorismo, attività di corruzione, violazioni dei diritti umani ed evasione delle sanzioni. Fuori dai confini nazionali lo conoscono in parecchi. Soprattutto i russi. Dall’inizio della guerra in Ucraina, Mokhber ha fatto parte per diverse volte della delegazione iraniana in visita a Mosca. Si dovrebbe proprio a lui la decisione di fornire alla Russia i droni con i quali sta devastando campagne e città ucraine. Fiero avversario della Nato, ha proposto addirittura al Cremlino un piano congiunto per aggirare le sanzioni che colpiscono i due Paesi. Un gruppo in cui dovrebbero essere coinvolti anche Paesi, come la Turchia, accusati di aiutarli ad alleggerire le restrizioni.