Missili nucleari Usa in Gran Bretagna. Mosca avverte Washington: “Così aumentano escalation e minaccia in l’Europa”

Le armi atomiche Usa erano state rimosse dalla base della Raf nel Suffolk nel 2008. Ma il Pentagono teme la “crescente minaccia” russa e sta valutando di dispiegarle nuovamente

Manutenzione a un missile nucleare in un silo

Manutenzione a un missile nucleare in un silo

Roma, 30 gennaio 2024 - Cresce la tensione 'nucleare' tra Stati Uniti e Russia. Secondo il Telegraph Washington non si fida di Mosca e in un documento del Pentagono si parla di "crescente minaccia", quindi la Casa Bianca potrebbe decidere di tornare a schierare armi nucleari, puntate contro la Russia, nella base della Raf di Lakenheath nel Suffolk, in Gran Bretagna, da dove erano state rimosse nel 2008. L'articolo ha fatto sobbalzare il Cremlino, ma forse lo sapeva già, che ha lanciato un duro monito agli Stati Uniti perché non facciano questa mossa azzardata. 

Serghei Ryabkov, vice ministro degli Esteri russo, ha tuonato "le teste calde di Washington" che la decisione di schierare missili con testate nucleari nel Regno Unito porterà solo "un aumento del grado generale di escalation e minaccia in Europa". Sottolineando che ciò non aumenterebbe "né la sicurezza del Regno Unito né quella degli Stati Uniti". Infine il ministro degli Esteri russo ha voluto anche garantire che, nonostante gli allarmismi dei governi occidentali, la Russia non ha intenzione di attaccare un Paese Nato dopo l'Ucraina.

Ma Washington sta sull'attenti, e lo stesso capo della Cia, William Burns, in un saggio per Foreign Affairs, ha messo in guardia: "Putin potrebbe brandire nuovamente la minaccia nucleare e sarebbe sciocco ignorare del tutto i rischi di un'escalation", anche se non bisogna farsi intimidire: "Ma sarebbe altrettanto insensato lasciarsi intimidire inutilmente da essi". Secondo Burns la guerra voluta da Putin contro Kiev è "già stata un fallimento per la Russia su molti livelli", e chiamarsi fuori ora dall'Ucraina (Come potrebbe succedere con l'elezione di Trump): "Sarebbe un autogol di proporzioni storiche", e ha spiegato: "Gli aiuti all'Ucraina rappresentano meno del 5% del bilancio della difesa statunitense, si tratta di un investimento relativamente modesto con significativi ritorni geopolitici per gli Stati Uniti e notevoli ritorni per l'industria americana", quindi garantire la vittoria di Kiev significherebbe una sconfitta strategica per la Russia, che sarebbe "lasciata ad affrontare i costi duraturi della follia di Putin".

Ma ormai per la Russia la sfida è globale, così l'ex presidente ed ora vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev, ha reso noto l'intenzione di Mosca di dispiegare nuove armi sulle Isole Curili, in parte rivendicate dal Giappone, aumentando così la tensione con Tokyo e di conseguenza con Washington. "Le Curili si svilupperanno attivamente, e il loro ruolo strategico crescerà, anche con il dispiegamento di nuove armi", ha affermato Medvedev, citato dalla Tass.