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11 mag 2022

Colombia, ucciso magistrato antimafia. Perché è morto Marcelo Pecci, di origini italiane

Pm anti-narcos del Paraguay, sorpreso dai killer in viaggio di nozze. La polizia ha diffuso un identikit e messo una taglia. La pista che porta alla 'ndrangheta

11 mag 2022

Bogotà, 11 maggio 2022 - Marcelo Pecci, 45 anni, procuratore antimafia del Paraguay di origini italiane e specializzato nella lotta al narcotraffico, è stato assassinato ieri in Colombia mentre era in viaggio di nozze. I killer sono sbarcati su una moto d’acqua sulla spiaggia paradisiaca di un’isola caraibica, dove Pecci stava trascorrendo la sua luna di miele. E c'è una pista che porta alla 'ndrangheta e al traffico internazionale di cocaina.

Cinque investigatori colombiani sono stati inviati sull’isola di Barù “dove è stato commesso l’omicidio” per svolgere le indagini con il sostegno del Paraguay e degli Stati Uniti, ha annunciato il capo della polizia colombiana, il generale Jorge Luis Vargas. 
Pecci aveva sposato la giornalista investigativa colombiana, Claudia Aguilera, il 30 aprile nella città di Cartagena. I due aspettano un figlio. “Sì, è morto”, ha confermato la moglie, in una breve intervista a una radio.

I vescovi del Paraguay ha espresso dolore per l’assassinio, chiedendo giustizia per il crimine ed esortando le autorità a combattere "con maggiore coraggio e intelligenza la mafia dominante" nel Paese.

Le indagini

L’omicidio è avvenuto sulla spiaggia privata del Decameron Hotel. La polizia colombiana ha rilasciato una foto di uno dei presunti assassini, in bermuda neri e la testa coperta da un panama beige. Vargas ha dichiarato in una conferenza stampa che l’Agenzia federale antidroga Usa, Dea, sta lavorando con le autoritàcolombiane e paraguaiane per “ottenere quante più informazioni possibili” su questo crimine. La ricompensa offerta per informazioni che portino alla cattura dei killer èdi 488 mila dollari.

“Il modo in cui hanno agito gli assassini, in cui lo hanno giustiziato, è tipico della mafia. Non vedo altra spiegazione”, ha denunciato il presidente dell’Associazione paraguaiana dei pubblici ministeri, Augusto Salas. Il procuratore generale del Paraguay, Sandra Quinonez, ha ricordato che 
Pecci aveva ottenuto “condanne importanti in 11 anni di lotta al traffico di droga e alla criminalità transnazionale”. “Voleva solo godersi la luna di miele, nella privacy, ed è per questo che non aveva la scorta”, ha concluso. 

La taglia

Una taglia per gli assassini del pm antimafia Marcelo Pecci
Una taglia per gli assassini del pm antimafia Marcelo Pecci

La polizia colombiana ha prima diffuso via social i frame di un video poi ha diramato l'identikit di uno degli aggressori, alto circa 1,74, accento caraibico non colombiano e cappello tipo Panama. Il direttore della polizia nazionale colombiana, generale Jorge Luis Vargas, ha annunciato oggi di aver elevato a due miliardi di pesos (oltre 460.000 euro) la taglia che sarà versata a chi offrirà informazioni utili a catturare i killer. 

Chi era Pecci

Pecci era specializzato in criminalità organizzata, traffico di droga, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Era noto per il suo coinvolgimento nell’indagine che ha portato il calciatore Ronaldinho dietro le sbarre tra marzo e agosto 2020 per essere entrato in Paraguay con documenti falsi. Negli ultimi anni, Paraguay e Colombia hanno rafforzato la loro cooperazione contro la criminalità organizzata internazionale. Nonostante decenni di lotta contro cartelli e trafficanti di droga, la Colombia rimane il principale produttore ed esportatore di cocaina nel mondo.

Marcelo Pecci, pm antimafia ucciso in Colombia. Era in viaggio di nozze. Taglia sui killer
Marcelo Pecci, pm antimafia ucciso in Colombia. Era in viaggio di nozze. Taglia sui killer

Sarebbe diventato padre

Illesa la moglie del procuratore. Poche ore prima del delitto, Claudia Aguilera aveva annunciato sui social che la coppia stava aspettando il loro primo figlio. La foto è straziante, la coppia si abbraccia sulla spiaggia, in primo piano un paio di scarpine da bimbo e una didascalia che dice tutto: "Il miglior regalo di nozze... la vita che si avvicina che è una testimonianza dell’amore più dolce”.

Origini italiane

"Aveva lanciato l’allarme sulla preoccupante presenza della ‘ndrangheta in Paraguay, sottolineando che si trattava di persone perlopiù incensurate e appartenenti al mondo finanziario e accademico. Forse anche per questo è stato assassinato il magistrato antimafia paraguayano Marcelo 
Pecci, 45 anni, mentre si trovava in vacanza con la moglie in Colombia". Questa la convinzione di Sabrina Pignedoli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

"Un investigatore scomodo per le organizzazioni criminali dedite al traffico di droga, di cui la ‘ndrangheta controlla il 40% del mercato, con un guadagno stimato in circa 66,8 miliardi dollari. La droga viene spedita verso l’Europa da quasi tutti i Paesi dell’America Latina, compreso il Paraguay. Pecci era impegnato in diverse indagini che riguardavano il narcotraffico e il riciclaggio di denaro sporco, e lavorava a stretto contatto con magistrati italiani. Solo quest’anno, aveva fatto arrestare una trentina di mafiosi e ordinato il sequestro di decine di beni immobili. La storia purtroppo si ripete, a trent’anni dalle stragi che avevano come obiettivi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino", conclude Pignedoli. 

La pista della 'ndrangheta

Ma perché la 'ndrangheta lo voleva morto? "Per quello che stava per fare - ragiona -. Credo molto poco alle vendette delle mafie". E non c'è bisogno che i killer arrivino dall'Italia, "ce ne sono tanti a buon mercato in Sud America, terra di grande radicamento della mafia". 

Gratteri

Amare le parole del procuratore Nicola Gratteri sulla vita blindata dei magistrati in Sud America. “Purtroppo non è una novità, quando ero in Colombia ogni mese e mezzo hanno ucciso 7 magistrati. E poi hanno dovuto costruire un muro spesso un metro e mezzo, come recinto al tribunale di Bogotà, dove agli uffici fuori della porta non c’è il nome, ma solo un numero. E gli interrogatori vengono fatti attraverso un vetro-specchio, che fa vedere solo da un lato, e viene cambiato anche il timbro di voce di chi fa le domande, senza la firma del magistrato”. “Io sono stato di casa a Bogotà, Cartagena e Santa Marta e so - ha concluso Gratteri - questi grandi magistrati, che mettono a repentaglio la loro vita ogni giorno, che lavoro fanno. E per pochi soldi”.

 

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