Giovedì 18 Luglio 2024
ALDO BAQUIS
Esteri

L’ennesima strage. Raid d’Israele a Gaza City, capo di Hamas nel mirino: "Uccisi oltre 40 civili"

L’attacco con aerei e droni ha raso al suolo gli edifici del campo profughi di Shati. La rabbia dei palestinesi: gli appartamenti erano pieni di cittadini sfollati. La Croce Rossa: altre 22 vittime vicino alla nostra sede. Ma Tel Aviv nega.

L’ennesima strage. Raid d’Israele a Gaza City, capo di Hamas nel mirino: "Uccisi oltre 40 civili"

L’ennesima strage. Raid d’Israele a Gaza City, capo di Hamas nel mirino: "Uccisi oltre 40 civili"

Sfumata per ora la speranza di una tregua in tempi brevi, a Gaza la guerra torna a infuriare. Nella tarda mattinata di ieri l’aviazione israeliana è entrata in azione – nell’apparente tentativo di eliminare uno dei comandanti di Hamas – colpendo simultaneamente edifici civili nel campo profughi di Shati, nel Nord della striscia, e nel rione Daraj-Tufach della città vecchia di Gaza City. In entrambi i casi si è trattato della cosidetta ‘cintura di fuoco’: ossia di bombardamenti che colpiscono un’intera linea di edifici, fino a farla crollare interamente. In passato questa tecnica e’ stata utilizzata per neutralizzare tunnel militari di Hamas scavati sotto a condomini. Per chi si trovava in zona non c’è stata via di scampo. Dopo i caccia sono sopraggiunti i droni israeliani, inviati per studiare gli effetti del bombardamento.

A Shati, quando le prime squadre di soccorso sono sopraggiunte hanno trovato una piazza intera coperta di detriti: almeno 24 i morti, secondo prime stime, e numerosi feriti che sono stati trasportati al vicino ospedale al-Ahali. "Gli appartamenti erano sovraffollati, ospitavano molti sfollati", hanno affermato abitanti del posto. Un portavoce della difesa civile ha aggiunto: "Siamo stati costretti a scavare con le mani, a Shati non abbiamo a disposizione mezzi meccanici capaci di rimuovere i detriti". Altri 18 morti sono stati registrati a Daraj-Tufach.

Secondo i media di Israele nel mirino di Israele c’era Raad Saad, il numero quattro nei vertici militari di Hamas. Fino a ottobre impartiva ordini ai 30mila miliziani delle Brigate Ezzedin al-Qassam. Adesso, mentre la brigata di Rafah ancora combatte per contrastare l’avanzata delle forze israeliane, ha avuto un nuovo incarico: riorganizzare le fila delle forze di Hamas (che in questi mesi hanno patito ingenti perdite) una volta che l’esercito israeliano fosse costretto da pressioni internazionali a ritirarsi da gran parte della Striscia, in particolare dalle zone fittamente abitate: appunto come Shati e Daraj-Tuffach. A marzo Saad era quasi caduto nelle mani israeliane quando l’esercito, con una mossa a sorpresa, aveva stretto d’assedio il complesso dell’ospedale Shifa, a Gaza City. In seguito si è appreso che Saad era riuscito a dileguarsi in extremis. Ancora non è chiaro se ieri Raad fosse davvero a Shati e quale sia stata la sua sorte.

Tshal non ha nemmeno fornito dettagli circa l’attacco a Daraj-Tufach. Ha invece negato di aver lanciato "alcun attacco diretto" aduna installazione della Croce Rossa nel sud della Striscia, dove venerdì si sono avuti 22 morti. In precedenza l’aviazione israeliana aveva lanciato in due località di Gaza (Khan Yunis e Zeitun) volantini con le immagini di ostaggi israeliani tenuti prigionieri da Hamas in quelle aree, nella speranza di raccogliere informazioni. L’avvertimento era chiaro: chi detiene ostaggi, ad esempio in appartamenti civili, rischia la morte. In Cisgiordania intanto torna a salire la tensione dopo che a Kalkilya l’esercito ha eliminato due miliziani della Jihad islamica in procinto di compiere un attentato. Poche ore dopo un civile israeliano è stato ucciso in agguato. È morto inve in ospedale l’adolescente palestinese di 12 anni, Muhammad Murad Khoshiyeh, ferito in modo grave la settimana scorsa dal fuoco dell’esercito israeliano in scontri ad Al Bireh (Ramallah).