Venerdì 14 Giugno 2024

"La Palestina è uno Stato". Tre Paesi europei si schierano. Israele richiama gli ambasciatori

Spagna, Irlanda e Norvegia annunciano il riconoscimento ufficiale. La Francia: non è il momento. L’Olp: "Fatto storico". Esulta Hamas: "È il risultato della resistenza del nostro popolo".

di Alessandro Farruggia

ROMA

Tentare di forzare la mano allo Stato di Israele sulla soluzione a due Stati, aumentando il suo isolamento internazionale. È questo l’obiettivo di altri tre Paesi europei – Spagna, Norvegia e Irlanda – che hanno annunciato che riconosceranno lo Stato palestinese a partire dal 28 maggio. La Slovenia li seguirà a giorni.

L’annuncio dei primi ministri – il norvegese Jonas Gahr Store, lo spagnolo Pedro Sanchez e l’irlandese Simon Harris – è il secondo colpo diplomatico di questa settimana, dopo che il procuratore della Corte penale internazionale ha chiesto mandati di arresto per il primo ministro israeliano Netanyahu e i leader di Hamas. Sinora la Svezia era l’unico Paese dell’Ue ad aver attuato il riconoscimento dello Stato palestinese, nel 2014, mentre Cipro, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca (che ha poi cambiato posizione), Slovacchia, Romania e Bulgaria lo avevano fatto quando ancora non erano membri dell’Unione, mentre Malta riconosce il diritto dei palestinesi alla statualità ma non formalmente lo Stato di Palestina, anche se lo scorso marzo si è detta pronta a fare questo passo. A livello globale riconoscela Palestina circa il 70% dei membri Onu (142 su 193), tra cui non ci sono Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Immediata e dura come era prevedibile, la reazione di Israele, che ha richiamato per consultazioni i suoi ambasciatori nei tre Stati. "L’intenzione di diversi Paesi europei di riconoscere uno Stato palestinese – ha detto il premier Benjamin Netanyahu – è una ricompensa per il terrorismo perché l’80% dei palestinesi in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr) sostiene il terribile massacro del 7 ottobre". "A questo male – ha denunciato – non bisogna dare un Paese. Questo sarà uno Stato terrorista, tenterà di ripetere continuamente il massacro del 7 ottobre. Un premio al terrorismo non porterà la pace e non ci impedirà nemmeno di sconfiggere Hamas".

Esultano invece i Paesi arabi, la Turchia e ovviamente i palestinesi. Il presidente palestinese Mahmud Abbas e l’Olp hanno definito "storico" il riconoscimento, mentre Hamas ha sottolineato – dando senza accogersene ragione a Netanyahu sul fatto che il terrorismo paga – come "questi riconoscimenti sono il risultato diretto della coraggiosa resistenza del popolo palestinese".

L’America è invece critica sui tempi e i modi del riconoscimento. "Ogni Paese è libero di decidere sulla questione, e la posizione del presidente Biden è chiara: gli Stati Uniti continuano a sostenere una soluzione a due Stati – ha detto il consigliere per la Sicurezza nazionale americano Jake Sullivan, in un briefing alla Casa Bianca – ma non vedo come un riconoscimento unilaterale della Palestina possa portare alla pace; l’unico modo per arrivare alla pace è attraverso negoziati diretti tra le due parti". Gli Stati Uniti hanno però avvertito Israele di non bloccare i fondi destinati ai palestinesi come forma di ritorsione per il riconoscimento della Palestina da parte di alcuni Paesi europei.

Questa è anche la posizione di Francia, Germania, Gran Bretagna, del Belgio e dell’Italia. Il ministro degli Esteri francese Stephane Sejournè ha sottolineato che riconoscere lo Stato palestinese "non è un tabù" ma che "ora non è il momento giusto". "Noi – ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – siamo favorevoli alla nascita di uno Stato palestinese che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele, e non abbiamo mai cambiato idea sulla filosofia dei ‘due popoli, due Stati’. Ma passi che creano tensione non servono. Poi bisogna capire cosa sia lo Stato palestinese perché non possiamo riconoscere uno Stato a guida di Hamas".

In Italia l’opposizione chiede che il governo segua l’esempio di Spagna, Irlanda e Norvegia. "Serve uno sforzo della Unione Europea e per questo chiediamo il riconoscimento europeo dello Stato di Palestina" dice la segretaria Pd, Elly Schlein. "Deve farlo anche l’Italia – scrive il leader del M5s, Giuseppe Conte – Invece Tajani ci spiega che l’Italia, perché sta alla guida del G7 e la maggioranza dei Paesi che ne fanno parte si è astenuta, la segue. Questo è il governo Meloni. Non c’è da aggiungere altro".