La notte delle bombe. Raid russi in tutta l’Ucraina: "È l’attacco più massiccio dal giorno dell’invasione"

Colpite diverse città, da Leopoli a Odessa. Vittime anche nella capitale. Zelensky: "Risponderemo". La condanna dell’Ue: pronti a fornire altre armi.

La notte delle bombe. Raid russi in tutta l’Ucraina: "È l’attacco più massiccio dal giorno dell’invasione"
La notte delle bombe. Raid russi in tutta l’Ucraina: "È l’attacco più massiccio dal giorno dell’invasione"

Ottaviani

Per l’Ucraina è stata la notte delle bombe, una delle peggiori in assoluto dall’inizio della guerra, ormai quasi due anni fa. Oltre cento fra missili e droni hanno colpito il Paese da est a ovest e hanno ucciso almeno 26 persone. Il ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, ha definito l’attacco "il più massiccio dall’inizio dell’invasione". Il bilancio è ancora in aggiornamento, ma quel che è certo è che si è trattato di un bombardamento senza pietà, senza badare ai civili, senza chiedersi se fra i numerosi edifici colpiti ci fossero anche delle case e quanti sarebbero rimasti senza un tetto sotto cui dormire in un periodo dell’anno in cui la temperatura di notte scende al di sotto dello zero e di giorno non va molto meglio.

Dnipro e Kharkiv, due fra le città più colpite dall’inizio del conflitto, non finiscono di essere martoriate dagli attacchi russi. Ma fra le zone colpite l’altra notte ci sono anche la regione di Zaporizhzhia, in parte occupata proprio dalle truppe russe, e Odessa, la località più importante sul mar Nero, al centro delle brame del presidente russo, Vladimir Putin, per riconquistare quella regione chiamata Novorossjia e che Mosca, erroneamente, ritiene le spetti di diritto. Persino Leopoli, la città considerata più vicina alla cultura europea e a un passo dal territorio dell’Ue. Proprio uno dei missili è passato nello spazio aereo polacco.

Sono ore di tensione. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente polacco, Andrzej Duda: "L’Alleanza Atlantica rimane vigile". "Solo a Dnipro – spiega Vadym Vetrov, che risiede nella città - sono stati colpiti il reparto maternità, una mensa, un centro commerciale e un liceo e alcuni condomini. I condomini sono senza finestre e senza porte per l’onda d’urto. Ci sono circa un centinaio di persone con le case danneggiate". Nel resto del Paese si contano i morti, e altre centinaia di persone rimaste senza la propria abitazione.

Ma lo spirito del Paese è ancora alto. Decine di persone si sono offerte di aiutare i vigili del fuoco, impegnati per ore nelle operazioni di soccorso. Si teme che le prossime notti possano essere come l’ultima. A confermare che la rabbia dei russi potrebbe non essere conclusa, ci sono anche le autorità di Kiev. Il premier ucraino, Volodymyr Zelensky ha provato a fare animo, dicendo che l’Ucraina risponderà e che la Russia ha usato "quasi tutto il suo arsenale". Nello stesso momento, però, ha fatto appello perché gli aiuti degli alleati non vengano a mancare. Il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, ha sentito al telefono l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue, Joseph Borrell. "L’Ue – ha spiegato Borrell su X – resta impegnata nel 2024 a fornire ulteriori attrezzature militari per sostenere l’Ucraina nella resistenza all’invasione russa", definendo "barbari" gli attacchi portati avanti dalla Russia. A favore dell’Ucraina si è subito schierata la Gran Bretagna. Il ministro della Difesa, Grant Shapps, ha scritto, sempre su X, che Londra "si sta muovendo rapidamente per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina" con "centinaia di missili di difesa aerea". Il Cremlino ha freddamente commentato che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Gli occhi sono puntati su Avdiivka, sul fronte in Ucraina orientale, obiettivo di attacchi regolari da parte delle forze russe e che il presidente Zelensky ha visitato ieri. Quasi per marcare il territorio.