Domenica 21 Luglio 2024

Kenya, dopo le proteste il presidente ritira la legge finanziaria. “Ho ascoltato il popolo”

Il provvedimento prevedeva l’aumento delle tasse. I manifestanti hanno assaltato il Parlamento e altri edifici governativi, la polizia ha risposto aprendo il fuoco. Almeno una ventina i morti

Roma, 26 giugno 2024 – Dopo le violentissime proteste di ieri, che sono costate la vita a più di venti manifestanti, il presidente del Kenya, William Ruto, ha deciso di ritirare la legge finanziaria, così odiata a causa dei previsti, e molto corposi, aumenti delle tasse.

Le parole di Ruto

“Dopo aver ascoltato attentamente il popolo del Kenya, che ha detto forte e chiaro che non vuole avere nulla a che fare con questa legge finanziaria, chino la testa e non la firmerò, quindi sarà ritirata”. Con queste parole, nel corso di una conferenza stampa, William Ruto ha annunciato il tanto atteso ritiro della legge finanziaria. Il presidente ha anche dichiarato che in futuro ci sarà un maggiore coinvolgimento dei giovani, veri protagonisti della giornata di ieri, nel governo dello stato e nella gestione delle entrate. Parole di diverso tenore rispetto a quelle di ieri sera quando, a caldo, Ruto aveva promesso il pugno di ferro contro i violenti che avevano assaltato il Parlamento.

Il presidente William Ruto nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato il ritiro della legge
Il presidente William Ruto nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato il ritiro della legge

Il movimento 

Il movimento ‘Occupy Parliament’, in gran parte pacifico, è nato sui social network poco dopo la presentazione, il 13 giugno, del progetto di bilancio 2024-2025, che prevedeva l'introduzione di nuove tasse, tra cui l’IVA del 16% sul pane e una tassa annuale del 2,5% sui veicoli privati. Il 18 giugno il governo ha annunciato il ritiro della maggior parte delle misure, ma i manifestanti hanno continuato la loro protesta, chiedendo invece il ritiro integrale del testo. Denunciavano una sorta di finta da parte dell’esecutivo che, secondo loro, avrebbe cercato di compensare la cancellazione di alcune misure fiscali introducendone altre, in particolare un aumento del 50% dell’imposta sul carburante. Inizialmente guidato dai giovani kenioti della ‘Generazione Z’, il movimento è rapidamente passato a criticare in toto le politiche attuate dal governo del presidente William Ruto.

Le proteste di ieri

Le manifestazioni di ieri, cominciate proprio mentre il parlamento votava l’approvazione della legge finanziaria, erano iniziate in maniera del tutto pacifica. Decine di migliaia di persone si sono riunite nella capitale, dove era presente anche la sorellastra di Barack Obama, e in altre città del Kenya e hanno dato vita a una serie di imponenti manifestazioni antigovernative: il loro obiettivo era quello di evitare l’entrata in vigore di questo contestato progetto di legge. A Nairobi la tensione con le numerose forze di polizia schierate, però è stata da subito molto alta. Si è alzata soprattutto quando il corteo si è mosso verso il quartiere centrale degli affari, sede di importanti palazzi governativi come la Corte Suprema, il municipio e soprattutto il Parlamento. La polizia ha iniziato a usare gas lacrimogeni e proiettili per provare a disperdere l’assembramento, ma poco dopo, quando è giunta la notizia dell’approvazione della legge, la situazione è completamente degenerata

Da una protesta più o meno pacifica si è rapidamente passati  a una vera e propria guerriglia urbana con i manifestanti che hanno iniziato a lanciare sassi contro la polizia e dato vita a un vero e proprio assalto al Parlamento. Sono stati assaliti e bruciati anche diversi altri edifici governativi, come l’ufficio del governatore. Mentre le immagini dei manifestanti che facevano irruzione nell’edifico governativo facevano il giro del mondo, le forze di sicurezza hanno reagito aprendo il fuoco sulla folla inferocita e in breve è iniziata la conta dei morti. Pesante alla fine il bilancio con una ventina di morti e diverse decine di feriti