Martedì 23 Aprile 2024

Israele in guerra, il generale Battisti: “Ecco qual è il peso delle forze esterne nell’attacco”

“Iran e Libano si sono congratulati con Hamas. E a Mosca fa certamente comodo un diversivo che costringe gli Usa ad aprire un secondo fronte di aiuti", spiega il militare

Roma, 9 ottobre 2023 – Mentre il mondo trema per la nuova guerra innescata con razzi, droni e infiltrati da Hamas contro Israele uccidendo e sequestrando anche centinaia di civili, gli analisti spaccano il capello per capire dove andremo a finire.

Il generale Giorgio Battisti ha alle spalle missioni in Somalia e Bosnia ed è stato primo comandante del contingente italiano nella missione Isaf in Afghanistan e comandante del Corpo d’armata di Reazione rapida della Nato in Italia. Che tipo di guerra rischia di essere questa rispetto all'Ucraina? "Intanto va detto che è la prima volta che le milizie di Hamas conducono un attacco all'interno del territorio di Israele. E' un conflitto di tipo nuovo da molti decenni a questa parte dove i guerriglieri e non un esercito riconosciuto, probabilmente assistiti da forze esterne, hanno sferrato un massiccio blitz di stampo militare, calcolato e organizzato nei dettagli. Poi c'è la sorpresa che ha incredibilmente bucato anche i servizi di intelligence israeliani".

Un missile esplode a Gaza durante un attacco aereo israeliano
Un missile esplode a Gaza durante un attacco aereo israeliano

Ci sono precedenti storici? "Mi viene in mente l'offensiva del Tet nella guerra del Vietnam, nel 1968, quando i vietcong colsero impreparato l'intero esercito americano in un territorio che sembrava sicuro". Un blitz anomalo per i miliziani. "Certo. Hanno attaccato dal cielo con una pioggia di razzi e con i deltaplani, poi dal mare, da terra, con infiltrati. Con l'operazione Alluvione Al Aqsa sapevano dove colpire, compreso il rave party dove sono stati uccisi diversi giovani e altri sequestrati. Una pianificazione del genere ha necessità di un sistema organizzativo militare".

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Gli ostaggi? "Li hanno sparsi in luoghi diversi e li useranno come merce di scambio, per ritorsioni, o in qualche modo come scudo". Israele è in grado di annientare Gaza? "Difficile dirlo. Dispone certamente di truppe molto addestrate compresi i riservisti, di tecnologia militare molto sofisticata, di aerei e armi ma poi combattere nei centri urbani casa per casa è molto complicato. Il primo ministro Benjamin Netanyahu però ha necessità di recuperare la reputazione della nazione e sarà una vendetta molto dura. Hamas avrà previsto anche la reazione. Ci sono già scontri diretti e i tank di Tel Aviv sono già al fronte. Temo sarà un conflitto di lunga durata". Chi sono i Paesi canaglia che possono aver assistito Hamas nell'operazione? "Iran e Libano sono i due Paesi che si sono congratulati con Hamas, in Yemen hanno festeggiato. Inoltre pare che l'Afghanistan talebano abbia chiesto all'Iran di far passare nuclei di guerriglieri pronti a combattere contro Israele". Perché Hamas ha attaccato proprio adesso? "E' la domanda che si fanno tutti. Nei giorni scorsi ci sono stati tentativi di attacco messi a segno da singoli terroristi perché il fronte era già incandescente. Ma il 6 ottobre ricorre il 50esimo anniversario della guerra dello Yom Kippur quando Israele fermò Egitto e Siria che lo attaccarono di sorpresa. Poi in questi giorni si celebra la festività e forse la soglia di sicurezza è stata giudicata più bassa". E perchè in questo modo così pianificato? "Qui, come detto, giocano probabilmente forze esterne. L'Iran ha tutto l'interesse a bloccare i tentativi di apertura fra Israele e Arabia Saudita sostenuti dagli Usa. Poi forse influisce anche il tentativo di allentare la pressione di Tel Aviv sul fronte siriano dove le basi di guerriglieri iraniani vengono costantemente colpite dai raid aerei". Che ripercussioni ci sono per il mondo occidentale? "La tensione salirà aggiungendosi a quella provocata dalla guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno già annunciato che invieranno aiuti economici e forse anche munizioni e sta spostando le portaerei nel Mediterraneo. L'Europa sta mettendo in campo una grande operazione sicurezza per proteggere luoghi come le sinagoghe e le ambasciate israeliane e i propri cittadini in Israele. Poi c'è il rischio di turbolenze sul piano energetico. Il mondo sta diventando sempre più instabile". Su questo scenario aleggia la presenza della Russia. "Formalmente Mosca ha chiesto ad Hamas il cessate il fuoco, ma non dimentichiamo che l'Iran è un fedele alleato di Putin a cui fornisce assistenza contro Kiev. E a Mosca fa certamente comodo un diversivo che costringe gli Usa ad aprire un secondo fronte di aiuti".