Israele, 007: “Hamas ha le nostre armi. Costruisce i missili con le bombe inesplose sganciate su Gaza”

Gli analisti israeliani sapevano che tra furti e contrabbando i miliziani palestinesi riuscivano a rifornirsi di armi, ma avevano sottovalutato il fenomeno e la capacità di Hams di costruirsi i razzi

Roma, 28 gennaio 2024 - Hamas dove ha trovato le armi e le attrezzature per sferrare l'attacco del 7 ottobre in Israele? Se lo chiedono gli esperti di Tel Aviv e la stessa Intelligence che non è riuscita a prevedere il massacro. La risposta ha lasciato autorità e 007 di stucco: lo stesso esercito israeliano involontariamente è tra i fornitori di armi ed esplosivi dei miliziani palestinesi.

Per anni si è parlato di rifornimenti sotterranei frutto di un contrabbando che riusciva a bypassare il blocco militare israeliano della Striscia di Gaza. Ma ora i servizi e quanto si è scoperto sul campo con le azioni di terra a Gaza che Hamas è in grado di costruirsi i missili e le armi anticarro sfruttando bombe e munizioni inesplose scagliate su Gaza dall’Idf. A questo vanno aggiunte le armi rubate a più riprese da basi militari israeliane, o sottratte durante a soldati e poliziotti, per non parlare degli arsenali dei coloni, l'attacco di inizio ottobre.

Insomma Israele ha scoperto di non aver valutato erroneamente solo le intenzioni di Hamas, ma soprattutto la sua disponibilità in fatto di armi.

Michael Cardash, ex vice capo della divisione artificieri della polizia nazionale israeliana e consulente della polizia israeliana, non ha dubbi: "Gli ordigni inesplosi sono la principale fonte di esplosivi per Hamas". E aggiunge: "Stanno tagliando bombe israeliane e proietti di artiglieria e molte vengono usate e riutilizzate per bombe e razzi". Ad esempio una bomba da 340 chili inesplosa può fornire esplosivo per centinaia di razzi "fai-da-te" di Hamas.

Non c'è da stupirsi infatti secondo gli esperti militari circa il 10% delle munizioni utilizzate in un bombardamento o in battaglia in genere non esplodono. Ma se si ha un arsenale datato, con missili risalenti al periodo della guerra in Vietnam e non più utilizzate dagli Usa, come nel caso di Israele, la percentuale sale e non di poco: fino al 15% di fallimento secondo quanto riferito da un ufficiale dei servizi israeliani al New York Times.

Quindi dopo anni di scontri e 'intifade', sommati al bombardamento incessante di Gaza nell'ultimo periodo, avrebbero disseminato l'area di migliaia di tonnellate di ordigni inesplosi pronti ad essere riutilizzati da Hamas.

E sebbene Tel Aviv sapesse che in mano di Hamas c'erano anche armi di fabbricazione israeliana, quanto scoperto nelle incursioni a Gaza ha sorpreso gli analisti. Anche i furti negli arsenali erano noti, infatti un rapporto militare dell'inizio del 2023 rilevava che migliaia di proiettili e centinaia di armi da fuoco e granate erano stati rubati da basi militari israeliane poco sorvegliate.

Secondo il rapporto alcune di queste armi finivano in Cisgiordania, e altre a Gaza via Sinai, ma la portata era stata sottovalutata. Comunque ll rapporto avvertiva: "Stiamo alimentando i nostri nemici con le nostre stesse armi", riporta il New York Times che ha visionato il documento. Con il 7 ottobre la bolla è scoppiata, e sono bastate poche ore per capire di quanto Israele si era sbagliata: quattro soldati dopo l'attacco di Hamas avevano trovato nella cintura di un miliziano ucciso fuori dalla base militare di Reim una granata con una scritta in ebraico.