Giovedì 18 Aprile 2024

Gaza, il ponte marittimo Usa: un molo nel Mediterraneo per gli aiuti. Si muove anche l’Ue

Von der Leyen: “È una catastrofe, pronto corridoio temporaneo da Cipro”. Travolti dai kit di soccorso lanciati dagli aerei: cinque morti e dieci feriti

Roma, 9 marzo 2024 – Che gli aviolanci di aiuti per la popolazione di Gaza fossero uno strumento caro e inefficace, buono solo per dare l’impressione che si sta facendo qualcosa, era risaputo. Ieri si è rivelato essere anche uno strumento pericoloso al punto da aver causato vittime. Almeno cinque persone sono morte e altre dieci sono rimaste ferite nel campo di Al Shati, a ovest di Gaza City, perché colpite da pacchi di aiuti lanciati dagli aerei. Un tragico paradosso: gli aiuti che uccidono. Ancora non è chiaro da chi siano stati lanciati i ’pacchi killer’.

Una bambina rimasta ferita durante i raid israeliani sul sud della Striscia di Gaza
Una bambina rimasta ferita durante i raid israeliani sul sud della Striscia di Gaza

Un portavoce militare giordano, citato da Al-araby.tv, ha riferito che ieri su Gaza "sono stati condotti nove lanci di aiuti con la partecipazione di Egitto, Usa, Olanda e Belgio". Al di là della responsabilità è chiaro che non era la risposta e infatti adesso – vista l’impossibilità di aumentare gli arrivi di aiuti via terra – sta partendo una missione via mare. La Commissione europea, la Germania, la Grecia, l’Italia, i Paesi Bassi, la Repubblica di Cipro, gli Emirati Arabi Uniti, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di aprire un corridoio marittimo per l’assistenza umanitaria.

In una prima fase gli aiuti arriveranno in nave da Cipro e poi saranno trasferiti su mezzi anfibi e barchini veloci per portarli sulla costa. In prospettiva – ci vorrà almeno un mese – gli Stati Uniti hanno annunciato per bocca del presidente Biden "una missione di emergenza guidata dall’esercito Usa per stabilire un molo temporaneo a Gaza, per consentire la consegna di quantità significative di aiuti via mare".

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, è volata ieri a Larnaca, sulla costa orientale di Cipro, per incontrare il presidente Nikos Christodoulides e annunciare l’apertura del un corridoio umanitario marittimo, con base a Larnaca, per consegnare aiuti a Gaza, nel tentativo di alleviare una situazione che si fa sempre più tragica per la popolazione civile. "La situazione umanitaria a Gaza è terribile – ha affermato Von der Leyen –. A Gaza stiamo fronteggiando una catastrofe umanitaria. Il corridoio marittimo, che dovrebbe essere attivo entro domenica con un invio pilota, può davvero fare la differenza per la situazione del popolo palestinese". Il come verranno trasferiti gli aiuti nell’ultimo miglio è però ancora incerto.

Almeno in una prima fase, non saranno le marine militari a portare gli aiuti sulle coste di Gaza, ma l’organizzazione umanitaria di un cuoco. José Andrés, il famoso chef e fondatore di World Central Kitchen, ente che a Gaza ha servito 32 milioni di pasti ed è attiva in mezzo mondo, da Haiti all’Ucraina, starebbe infatti lavorando con gli Emirati Arabi e l’Ong Open Arms per far sbarcare imbarcazioni anfibie, cariche di cibo, sulle coste di Gaza.

Se il primo invio avrà successo, ne seguiranno altri fino a che non sarà pronto il molo creato dai militari americani davanti alla costa. Per fortuna il governo israeliano ha dato disco verde. "Israele – ha detto il ministero degli Esteri – accoglie con favore la creazione di un corridoio marittimo da Cipro alla Striscia di Gaza. L’iniziativa consentirà l’aumento degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, dopo che saranno effettuati i controlli di sicurezza nel rispetto degli standard israeliani". Un particolare che, vedi gli arrivi via terra dall’Egitto, rischia di ritardare la consegna degli aiuti.