Addio ad Hanneli, l'amica che non dimenticò mai Anna Frank e visse anche per lei

Hannah Pick-Goslar aveva 93 anni. Anna Frank la ricorda nel suo diario: si conoscevano fin dai tempi dell'asilo, entrambe deportate nel campo di concentramento di Bergen-Belsen

Roma, 29 ottobre 2022 - Hannah Goslar era una delle migliori amiche di Anna Frank e, come lei, fu detenuta nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen durante la Seconda Guerra Mondiale. È morta all'età di 93 anni nella sua casa a Gerusalemme.

Goslar era nata a Berlino nel 1928, la sua famiglia fuggì dalla Germania nel 1933 a causa del nazismo, stabilendosi prima a Londra poi ad Amsterdam. Fu in questa città che le due bambine si incontrano per la prima volta nella scuola materna. Persero i contatti nel 1942 quando la famiglia Frank si nascose per sfuggire ai nazisti. Goslar e la sua famiglia furono arrestate dalla Gestapo nel 1943 e deportate a Bergen-Belsen l'anno successivo. Lì, si incontrarono di nuovo nel febbraio 1945, poco prima della morte di Anna Frank. Diversamente da Anna, che morì nel lager assieme alla madre e la sorella, Pick-Goslar la sorella Gaby soppravvissero e furono gli unici membri della loro famiglia a farlo.

Hannah Goslar con in braccio la sorella Gaby (Museo Anna Frank)
Hannah Goslar con in braccio la sorella Gaby (Museo Anna Frank)

Goslar in seguito emigrò a Gerusalemme, dove sposò Walter Pick. La coppia ha avuto tre figli, 11 nipoti e più di 31 pronipoti: "Questa è la mia risposta a Hitler", diceva la Goslar. Hannah, o , era una delle su migliori amiche: si conoscevano fin dall'asilo. Hannah ha sempre condiviso i ricordi della loro amicizia e dell'Olocausto.

Fino a tarda età ha continuato a testimoniare e scrivere quanto era successo dopo gli eventi raccontati nel Diario, in cui Anna la chiamava Hanneli, ritenendolo un dovere dato che lei "era sopravvissuta e Anna no". La loro amicizia è stata ricordata in diversi libri e nel film olandese "La mia migliore amica Anna Frank", uscito l'anno scorso. Pick-Goslar "credeva che tutti dovevano sapere quanto era accaduto a lei e all'amica Anna dopo le ultime parole del diario, non importa quanto fosse una storia terribile", ha sottolineato la fondazione Anna Frank.