Martedì 16 Aprile 2024

Paura e delirio ad Haiti. Le gang continuano a scatenare il caos. Dichiarata l’emergenza umanitaria

La situazione nel Paese caraibico è sempre più critica. Gli ospedali sono in difficoltà. Milioni di persone in attesa di assistenza

Port-au-Prince, 19 marzo 2024 – La situazione ad Haiti continua ad essere altamente instabile. Dopo l’escalation di violenza scoppiata all’inizio di marzo, che ha portato alle dimissioni del primo ministro Ariel Henry, le bande criminali hanno preso il controllo delle strade della capitale, trasformando l’isola in una bomba a orologeria. Il premier, in carica dal 2021, non è riuscito a portare stabilità, dopo le promesse incoraggianti che avevano seguito il suo insediamento.

Le gang mantengono il controllo delle strade ad Haiti
Le gang mantengono il controllo delle strade ad Haiti

L’organizzazione di elezioni libere, mai realizzate, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato all’aumento della tensione nel Paese. Henry, per cercare di ristabilire l’ordine, aveva ottenuto un accordo con il governo del Kenya per la creazione di una forza di polizia multinazionale. Tuttavia, la Corte Suprema keniota ha bloccato il tutto, costringendo il primo ministro haitiano a volare a Nairobi per ridiscutere l’accordo a inizio marzo. Nel frattempo, il fatto che un’ondata di attacchi coordinati di bande si sia diffusa nella capitale, proprio mentre Henry incontrava il presidente Ruto, (presidente del Kenya) non è una coincidenza. Le gang hanno bloccato l’aeroporto Toussaint Louverture di Port-au-Prince per impedire il ritorno del primo ministro, da allora bloccato a Porto Rico. Lunedì scorso Ariel Henry ha annunciato le dimissioni immediate, in seguito all’istituzione di un consiglio di transizione. 

Intanto la situazione nell’isola è diventata sempre più critica. Le bande armate hanno preso di mira anche le zone più tranquille della capitale, lasciando per le strade una scia di morte e distruzione. Numerose le testimonianze che raccontano di corpi crivellati dai proiettili, abbandonati a terra, frutto di questa folle furia omicida. Le gang hanno preso di mira anche la casa di un giudice, un messaggio chiaro per le élite del Paese. Come se non bastasse, due prigioni di Port-au-Prince sono state attaccate, con la conseguente liberazione di un gran numero di detenuti, testimonianza del fatto che le autorità hanno ormai perso il controllo della situazione. 

A capo delle bande criminali è emerso il nome di Jimmy Chérizier (ex poliziotto) soprannominato ‘Barbecue’ per la sua tendenza a bruciare vive le persone.

Il personale diplomatico statunitense e della delegazione Ue sull’isola è stato evacuato. Il segretario di Stato americano Blinken ha partecipato nei giorni scorsi a un incontro a Kingston (Giamaica) con i leader della Comunità dei Caraibi per cercare di trovare una soluzione e accelerare il processo di transizione politica ad Haiti. 

A livello umanitario la situazione sull’isola risulta essere devastante: le gang hanno istituito un vero e proprio ‘regime del terrore’ perpetrando migliaia di omicidi e violenze sessuali sulla popolazione. 350mila persone risultano sfollate e il sistema sanitario è totalmente collassato. Secondo l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) 5 milioni di persone necessiterebbero di assistenza umanitaria. Tra gli ospedali ancora in attività c’è quello di Cap Haitien, a nord della capitale, in cui diverse donne in cinta sono giunte da Port-au-Prince per ricevere la giusta assistenza, secondo quanto riportato dalla Bbc. Il responsabile medico di Medici senza Frontiere ad Haiti, Nicoletta Bellio, ribadisce la tragicità della situazione in un intervista con Fanpage: “Haiti è un campo di battaglia, servono sangue e medicine”. Anche l’Unicef denuncia il caos più totale sull’isola, riportando il saccheggio degli aiuti umanitari giunti al porto della capitale.