Venerdì 17 Maggio 2024
BEPPE BONI
Esteri

Aiuti americani a Kiev: "Armi per colpire in Russia, ma non ribaltano la guerra"

Il generale Leonardo Tricarico: concessi per la prima volta i missili a lungo raggio

Roma, 22 aprile 2024 – Al giorno 785 del calendario di guerra gli Stati Uniti mettono di nuovo mano al bancomat delle armi ridando fiducia all’Ucraina con i 61 miliardi deliberati dalla Camera e con l’ok a breve del Senato. "È un passaggio fondamentale", dice il generale Leonardo Tricarico, un palmares con 3mila ore di volo, già Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, consigliere militare del presidente del premier, ora al vertice di Icsa (Intelligence culture and strategic analisys).

Il generale Leonardo Tricarico
Il generale Leonardo Tricarico

Generale, in quanto tempo potranno arrivare gli aiuti americani?

"Dipende dall’iter amministrativo, ma non ci sarà molto da attendere. Le prime forniture potrebbero arrivare in una settimana. Il nodo che pare venga sciolto finalmente è un altro".

Quale?

"Gli Usa hanno frenato fino ad oggi nel fornire sistemi d’arma a lunga gittata per evitare un’escalation, cioè che Kiev attacchi la Russia in casa propria. Ma se un Paese viene aggredito con massacri di civili ha diritto a reagire in tutti i modi anche fuori dal proprio territorio".

Che armi arriveranno a Kiev?

"Penso che stavolta saranno forniti missili a lunga gittata soprattutto per i caccia F16 che dovrebbero essere ceduti a breve dai Paesi Bassi e dalla Germania. Con un’aumentata capacità offensiva aerea di sistemi Taurus stand off l’Ucraina acquisirà un assetto importante. E con i missili da crociera, considerati intelligenti, si può colpire a centinaia di chilometri".

Sono previsti gli Atacms?

"Pare di sì. È un sistema missilistico tattico superficie-superficie già utilizzato nell’operazione Desert Storm in Iraq nel 1991. I missili sono lanciati dai cingolati e possono variare la traiettoria per evitare di essere intercettati. Colpiscono fino a 300 chilometri. Poi ci sono i Patriot, fondamentali per la difesa aerea contro missili e droni, pezzi di ricambio e sistemi d’artiglieria".

I l pacchetto di aiuti Usa darà una svolta a favore di Kiev?

"Nell’immediato non credo. Può stabilizzare la situazione sul campo, non ribaltare lo scenario. Il conflitto è lungo e può finire in due modi: o con la capitolazione di uno degli avversari o con un negoziato. Propendo per la seconda ipotesi".

Oggi chi sta vincendo?

"Le circostanze sono favorevoli all’esercito russo, ma non si parla di vittoria".

Negoziato unica via d’uscita?

"Un’ opportunità è il piano cinese in 12 punti. Due sono i principali. Primo, il ritiro della Russia e il riconoscimento dei confini stabiliti dall’Onu con tutele per le popolazioni russofone. Secondo, nessun Paese deve rinforzare la propria egemonia a scapito di altri. È un messaggio alla Nato affinchè non si allarghi".

Gli arsenali europei possono ancora sostenere Kiev?

"Erano già carenti prima. I sacrifici fatti stanno scoprendo le nostre capacità difensive".

L’Ucraina Vietnam russo?

"È possibile. L’esercito di Mosca già oggi occupa un territorio che non riesce a controllare".