Francia, il neo premier Attal nomina il suo ex compagno ministro degli Esteri. Rispunta Rachida Dati

Il primo ministro ha scelto l'eurodeputato Stéphane Séjourné, suo compagno per anni (Ma non c’è mai stata una separazione ufficiali tra i due), per il dicastero degli Esteri. Tutti i ministri del nuovo governo transalpino

L'eurodeputato Stéphane Séjourné

L'eurodeputato Stéphane Séjourné

Parigi, 11 gennaio 2024 - Gabriel Attal, il neo premier francese, il più giovane con i suoi 34 anni di sempre e il primo dichiaratamente omosessuale, ha nominato ministro degli Esteri il suo ex compagno (Anche se la separazione non è mai stata confermata dai due), l'eurodeputato Stéphane Séjourné, e capo del partito di Macron Renaissance. Séjourné, che per anni fa coppia con Attal, sostituisce Catherine Colonna.

Gabriel Attal
Gabriel Attal

Tra le novità del suo governo c'è il ritorno al governo di Rachida Dati, giovane ministra della Giustizia ai tempi della presidenza di Nicolas Sarkozy.

Rachida Dati
Rachida Dati

Attal assumerà anche il dicastero della Cultura. La Dati, eurodeputata con i Républicains e sindaca del VII arrondissement di Parigi, negli ultimi anni si è dedicata a fare opposizione alla sindaca socialista di Parigi, Anne Hidalgo.

Confermati Bruno Le Maire al ministero dell'Economia, Gérald Darmanin al ministero dell'Interno, Sébastien Lecornu al ministero dell'Esercito e Eric Dupond-Moretti al ministero della Giustizia. Prisca Thevenot, segretaria di Stato alla Gioventù, diventerà portavoce del governo.

Poi al Lavoro Catherine Vautrin (al posto di Olivier Dussopt). Educazione nazionale e Gioventù, Sport e Giochi Olimpici a Amélie Oudéa-Castèra (già ministra dello Sport eredita anche l'Educazione Nazionale di Gabriel Attal). Confermati anche Sylvie Retailleau a Insegnamento superiore e Ricerca, Marc Fesneau per Agricoltura e Sicurezza alimentare, Christophe Béchu in Transizione ecologica. Ministra delegata alle Pari opportunità sarà Aurore Bergé.

Rachida, indagata per corruzione e ora cacciata dal partito

La scelta di Rachida Dati non è stata facile, il premier Attal, ha invocato la "presunzione di innocenza" nei confronti della nuova ministra della Cultura, ancora incriminata per corruzione, e ha invece elogiato il suo essere una "donna impegnata". Attal ha aggiunto: "L'accusa non è una condanna, non significa colpevolezza". Su tutte le furie invece il presidente dei repubblicani (Lr), Eric Ciotti, che ha annunciato l'esclusione della Dati dal partito dopo la sua nomina a ministro della Cultura, perché lei si è "collocata fuori dalla nostra famiglia politica. Siamo all'opposizione, quindi trarremo con rammarico le conseguenze della sua scelta".