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7 feb 2022

Facebook e Instagram: cosa sappiamo sulle voci di chiusura in Europa

La società Meta lo ha scritto nel rapporto annuale alla Sec. Il problema riguarda il trasferimento dei dati personali di utenti europei sui server americani

7 feb 2022
(FILES) This file photo taken on October 28, 2021 shows an illustration photo taken in Los Angeles of a person watches on a smartphone Facebook CEO Mark Zuckerberg unveiling the META logo. - Shares of Facebook parent Meta plunged 24 percent in opening trading February 3, 2022, weighing on the Nasdaq and threatening the stock market's four-day winning streak. (Photo by Chris DELMAS / AFP)
Mark Zuckerberg CEO di Meta (Ansa)
(FILES) This file photo taken on October 28, 2021 shows an illustration photo taken in Los Angeles of a person watches on a smartphone Facebook CEO Mark Zuckerberg unveiling the META logo. - Shares of Facebook parent Meta plunged 24 percent in opening trading February 3, 2022, weighing on the Nasdaq and threatening the stock market's four-day winning streak. (Photo by Chris DELMAS / AFP)
Mark Zuckerberg CEO di Meta (Ansa)

New York, 7 febbraio 2022  - Mark Zuckerberg potrebbe arrivare a chiudere Facebook e Instagram in Europa, se la Ue non permetterà il trasferimento dei dati personali di utenti europei sui server americani. La notizia lanciata da diversi media sta creando una certa preoccupazione negli utenti del Vecchio Continente, ma vediamo da dove nasce la presunta minaccia di Meta, e perché la situazione è in uno stallo con Bruxelles.

Sommario

Stop Facebook

La possibilità di uno stop di Facebook è stata ventilata nel report annuale consegnato giovedì scorso alla Security and Exchange Commission (Sec), l'autorità americana garante del mercato. Nel documento la società Meta scrive che in assenza di regole condivise, che consentano i flussi di dati tra Stati Uniti e Unione Europea, probabilmente "non saremo più in grado di offrire alcuni dei nostri prodotti e servizi più importanti, compresi Facebook e Instagram, in Europa". 

Meta frena, ma...

Il rapporto è stato visto come una minaccia a Bruxelles, ma la Meta stessa frena: "Non abbiamo assolutamente alcun desiderio e alcun piano di ritirarci dall'Europa. Semplicemente Meta, come molte altre aziende, organizzazioni e servizi, si basa sul trasferimento di dati tra l'Ue e gli Stati Uniti per poter offrire servizi globali". 

"Le aziende, fondamentalmente, hanno bisogno di regole chiare e globali per proteggere a lungo termine i flussi di dati tra Stati Uniti ed UE, e come più di 70 altre aziende in una vasta gamma di settori, mano mano che la situazione si evolve, stiamo monitorando da vicino il potenziale impatto sulle nostre operazioni europee", ma i dubbi e la preoccupazione della società Usa, per le conseguenze derivanti dalle nuove regole della privacy europee, restano.

Perché Meta minaccia l'addio adesso

La diatriba nasce da una sentenza della Corte di Giustiza Europea del luglio 2020 che ha invalidato il Privacy Shield, l'accordo stipulato tra Ue e Usa proprio per regolare il trasferimento di dati da una parte all'altra dell'Oceano. Ma da quella sentenza sono sempre falliti i tentativi di trovare un nuovo accordo e ora i nodi arrivano al pettine.
 

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