Lunedì 17 Giugno 2024

Il mistero di Emile Soleil, incidente o omicidio? Gli interrogativi ancora in sospeso dopo il ritrovamento delle ossa

La scoperta dei resti del bambino francese di 2 anni e mezzo solleva nuove domande sulla sua scomparsa. Il corpo è sempre stato lì o è stato spostato? E, in caso, da chi? L’inchiesta era a una svolta?

Emile Soleil, scomparso nel luglio 2023 nella zona di Le Haut Vernet, in alta Provenza

Emile Soleil, scomparso nel luglio 2023 nella zona di Le Haut Vernet, in alta Provenza

Parigi, 2 aprile 2024 – Il ritrovamento dei resti del piccolo Emile Soleil non ha chiuso il caso. Anzi. Stamani una massiccia battuta di ricerche ha interessato la zona di Le Haute Vernet, dove lo scorso sabato una passante ha rinvenuto le ossa del bimbo, scomparso l’8 luglio scorso mentre era in vacanza con i nonni. Proprio nel minuscolo centro abitato (appena 25 abitanti) dell’Alta Provenza, Emile era stato visto l’ultima volta. Una trentina gli investigatori tra cui anche uomini dell’IRCGN (Istituto di ricerche criminali della Gendarmeria Nazionale) ha setacciato oggi il territorio impervio sulle Alpi alla ricerca di ulteriori reperti ed elementi che aiutino a ricostruire quello che è successo. L’autopsia potrà (non è detto) sciogliere i dubbi relativi al momento e alle cause del decesso. Per adesso sono ancora tanti i punti da chiarire su quello che resta a tutti gli effetti un mistero. II procuratore di Aix-en-Provence, titolare dell’inchiesta, parlerà oggi alle 18 in una conferenza stampa: saranno le prime dichiarazioni ufficiali dal momento della drammatica scoperta. 

Il corpo è stato spostato?

Il ritrovamento parziale del corpo di Emile (sono stati rinvenuti il cranio e i denti), non chiarisce le cause della morte. La collocazione dei resti in un anfratto poco accessibile, rilancia la pista della caduta accidentale. La prima domanda a cui rispondere è innanzitutto questa: Emile è morto in quel punto? Oppure i suoi resti sono stati spostati da un animale? O ancora  – ed è l’ipotesi che chiama in causa l’omicidio e l’occultamento di cadavere – è stata una persona a portarli lì? C’è infine la possibilità che il corpo – o parti di esso – sia state trascinate dalle piogge e dal vento. Il luogo del ritrovamento – fanno notare i quotidiani francesi – dista almeno 1 km da quello di sparizione. E’ possibile che un bimbo di due anni e mezzo abbia percorso da solo tutta quella strada? 

Perché i resti non sono stati visti finora? 

Il luogo di ritrovamento è “un posto in cui passano quotidianamente i cacciatori con i loro cani e anche i residenti”. Peraltro qui “lo scorso autunno sono stati realizzati dei lavori”. Il sindaco di Vernet  François Balique, citato da Le Figaro, si chiede come sia possibile che i resti non siano stati visti prima. Investigatori, soccorritori con i cani, l’elicottero con guida a raggi infrarossi: la squadra delle ricerche ai tempi della scomparsa era ricca e attrezzata, senza contare che ai professionisti si erano uniti centinaia di volontari. La zona sarebbe stata battuta palmo a palmo. E’ bastata la vegetazione fitta a nascondere il piccolino? 

Perché le tracce seguite dai cani si interrompono?

Una delle grandi questioni mai chiarite in questi 9 mesi di inchiesta riguarda le tracce seguite dalle unità cinofile. Secondo due testimone l’ultima volta Emile è stato visto l’8 luglio alle 17.15. Stava camminando in una stradina di Le Haute Vernet, in prossimità di un lavatoio. Non lontano ci sarebbe stato il nonno. Un Saint Hubert, cane dal fiuto particolarmente raffinato indicò con precisione quel punto, ricorda FranceTv Info. “Le sue 300 milioni di cellule olfattive gli permettono di ritrovare le tracce di una persona scomparsa fino a sette giorni dopo”. Ma le tracce di Emile si fermano qui, al lavatoio. Come si spiega? 

Il ‘puzzle’ del corpo 

Le ossa di Emile, cranio e denti, sono stati individuati per caso da una passante che per motivi non chiari le ha raccolte e portate alla gendarmeria, invece che lasciarle lì. La scena è stata dunque alterata in modo irreversibile. E’ possibile che nelle vicinanze si trovassero anche altre parti del corpo, più difficilmente riconoscibili da una persona non esperta. Proprio questo stanno cercando gli investigatori oggi, nel tentativo di mettere insieme più pezzi possibile del macabro ‘puzzle’.  Sarà fondamentale per chiarire le cause della morte del piccolo. 

L’inchiesta era a una svolta?

Due giorni prima del ritrovamento gli investigatori avevano riunito i testimoni (17 persone) in tutto per una “mise en situation”, una ricostruzione dei fatti dal vivo. Questo per cercare di incrociare le testimonianze ed evidenziare contraddizioni. E’ possibile che gli inquirenti fossero vicini a chiudere il cerchio sulle indagini? C’è una correlazione tra l’ultimo sviluppo dell’inchiesta e il ritrovamento? O è solo una coincidenza temporale? 

Il nonno materno attenzionato?

La famiglia di Emile, molto religiosa, ha sempre vissuto con massimo riserbo la vicenda. Nel giorno del ritrovamento nessun commento ufficiale è stato diffuso dai genitori, MarieColomban Soleil. Lui ha fatto parte di movimenti di estrema destra. Ma all’attenzione degli inquirenti c’è la figura del nonno materno, la persona con cui è stato visto il bimbo l’ultima volta, e che ne aveva la custodia. Appartiene a un gruppo cristiano tradizionalista. Il suo nome appare in due inchieste – riporta FranceTVInfo –. Una per “incendio volontario”, che lo vedrebbe come vittima. L’uomo è anche “testimone” in un’inchiesta per violenza su bambini in un collegio di Pas de Calais. La figlia e madre di Emile “ha sempre detto di fidarsi di lui”. In ogni caso, non sono emersi finora indizi su un suo possibile coinvolgimento nella sparizione.