Domenica 14 Luglio 2024

Elezioni, Iran al ballottaggio con astensione record. Chi sono i due candidati

Né il riformatore Pezeshkia, né l’ultraconservatore Jalili hanno ottenuto più della metà dei voti. Gli oppositori di Khamenei avevano chiesto il boicottaggio delle urne

Roma, 29 giugno 2024 – Inedito ballottaggio nelle elezioni presidenziali in Iran. Né il candidato riformatore Massoud Pezeshkia, né l'ultraconservatore Said Jalili hanno ottenuto più della metà dei voti necessari per chiudere la partita al primo turno. Lo ha ufficializzato ministero dell'Interno iraniano: il politico azero sostenitore della distensione con gli Usa e il capo negoziatore sul nucleare si affronteranno quindi al ballottaggio che si terrà il 5 luglio. Delle 14 elezioni presidenziali tenutesi a partire dalla Rivoluzione islamica del 1979, solo una è stata finora decisa al secondo turno, nel 2005.

Il candidato riformista Pezeshkian (a sinistra) e l'ultraconservatore Said Jalili
Il candidato riformista Pezeshkian (a sinistra) e l'ultraconservatore Said Jalili

In base ai risultati parziali, su 19 milioni di schede scrutinate, Pezeshkian ha ricevuto 8,30 milioni di voti e Jalili, 7,19. Entrambi sono nettamente davanti al presidente del Parlamento, il conservatore Mohamad Baquer Ghalibaf, con 2,68 milioni di voti. Molto più indietro il quarto candidato, Mostafa Pourmohammadi, unico religioso in corsa, che ha ottenuto solo 158.314 voti.

Aspetto rilevante è quello dell’affluenza, che si attesta al 40%,  mai così bassa dal 1979 e nettamente inferiore rispetto al  dato del 2021 quando andarono a votare quasi 49 milioni di elettori. Ieri la massima autorità della Repubblica islamica, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha invitato gli elettori a "prendere sul serio il voto e a parteciparvi". Gli oppositori, soprattutto quelli della diaspora, hanno invece chiesto il boicottaggio del voto.

Una forte partecipazione era auspicata dalle autorità mentre le elezioni presidenziali del 2021, per le quali nessun candidato riformista o moderato era stato autorizzato a competere, sono state contrassegnate da un'astensione record. Se fosse confermato un secondo turno tra Pezeshkian e Jalili, si opporrebbero due personalità con profili e programmi molto diversi.

Chi sono i due sfidanti

Sessantanove anni, chirurgo di professione, Massoud Pezeshkian è membro del parlamento e ha un'esperienza governativa limitata: è stato ministro della Sanita' dal 2001 al 2005 nel governo riformista di Mohammad Khatami. Non ha esitato a criticare il governo durante il movimento di protesta provocato dalla morte in detenzione di Mahsa Amini nel settembre 2022.

Said Jalili, 58 anni, è invece un sostenitore di una politica inflessibile nei confronti dell'Occidente. Lo ha dimostrato durante i sei anni in cui ha guidato i negoziati sul nucleare iraniano, tra il 2007 e il 2013. Nel corso della sua carriera, Jalili ha raggiunto posizioni chiave all'interno della Repubblica islamica con la fiducia del leader supremo, l'Ayatollah Khamenei. Attualmente è uno dei due rappresentanti del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, il massimo organo di sicurezza del Paese. Qualunque sia il risultato, le elezioni dovrebbero avere ripercussioni limitate perché il presidente ha poteri limitati: è responsabile di applicare, a capo del governo, gli indirizzi politici di massima stabiliti dalla guida suprema, che e' il capo dello Stato.