Giovedì 11 Aprile 2024

Dengue, l’emergenza dilaga in Sud America: dal Brasile all’Argentina è caccia alla zanzara Aedes Egypti

Mentre il Brasile registra un milione di casi in due mesi, il Messico affronta contagi di cinque volte maggiori rispetto al 2023. Il ministro peruviano: “Marzo e aprile i mesi più difficili”

Le operazioni di disinfestazione a Lima (Ansa)

(FILES) A member of a health brigade fumigates a street against the dengue virus at a shanty town on the hills of San Juan de Lurigancho district, Lima on May 11, 2023. The Peruvian government will declare a state of health emergency in 20 of its 25 regions as of February 27, 2024, due to a strong outbreak of dengue fever, the chief of staff announced on February 26. (Photo by Cris BOURONCLE / AFP)

Rio de Janeiro, 28 febbraio 2024 – Precipita la situazione della dengue in Sud America, dove i casi stanno aumentando in molti paesi: in Argentina i contagi registrati a partire dal luglio dello scorso anno sono 57.210, perlopiù endemici, mentre in Messico sono 5.439, cinque volte di più rispetto allo stesso periodo nel 2023. Il 40% dei casi messicani sono concentrati nello stato di Guerrero, per via delle condizioni create dall’uragano Otis, che ha colpito la regione lo scorso ottobre.

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Già nei primi due mesi dell’anno, il Brasile ha sfiorato il milione di infezioni e i 200 morti (in tutto il 2023 erano stati 149), con il Distretto Federale (il circondario della capitale Brasilia), Acre, Goias, Minas Gerais, Espirito Santo, Rio de Janeiro e Santa Catarina che hanno dichiarato lo stato d’emergenza. Per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione, il ministero della salute brasiliano ha organizzato per il 2 marzo il D-Day, una campagna per far circolare i consigli su come contenere l’epidemia e la proliferazione della zanzara Aedes Egypti, il vettore del virus che causa la malattia. Oltre a questo, il governo di Brasilia ha stanziato 1,5 miliardi di real (circa 281,5 milioni di euro) alle amministrazioni locali per adottare protocolli e iniziative contro l’epidemia. 

Il Perù – che registra oltre 31mila casi – ha dichiarato l’allerta in 20 delle sue 25 regioni, quelle che a detta del ministro della salute César Vásquez Sánchez fronteggiano un “rischio imminente”. E la fine dell’emergenza è tutt’altro che lontana: “Marzo e aprile, almeno nei primi 15 giorni, saranno i mesi più difficili”, ha spiegato il ministro. Tuttavia, per il momento, il Paese registra solo 32 decessi dovuti alla dengue. “Abbiamo cercato di aumentare la formazione del personale sanitario di primo livello in modo da individuare tempestivamente i casi”, ha sottolineato Sánchez. Non è l’unica precauzione adottata dal governo di Lima: squadre di disinfestazione entreranno nelle abitazioni per sterminare zanzare e larve e verranno utilizzati droni per identificare i luoghi con acqua stagnante, l’habitat di proliferazione di questi insetti. Le città colpite riceveranno poi finanziamenti per contrastare l’epidemia. Il Paese è sulla lista d’attesa dell’Organizzazione panamericana della sanità per ricevere il vaccino anti-dengue: “Abbiamo già manifestato il nostro interesse”, ha evidenziato il titolare della sanità. 

La febbre dengue è trasmessa all’uomo tramite la puntura di una zanzara che aveva precedentemente punto una persona infetta: non si ha quindi un contagio diretto tra esseri umani. 

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