Martedì 16 Aprile 2024

Al telefono con Chico Forti: “Qui dentro è durissima ma tanti mi sostengono. Presto ci abbracceremo”

Ventiquattro ore prima dell’annuncio di Meloni il nostro colloquio con Forti. Festa tra i suoi familiari. La gioia della madre, 96 anni: potrà rivedere il figlio

Bologna, 2 marzo 2024 – Neanche 24 ore prima del video di Giorgia Meloni dalla Casa Bianca ("Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è appena stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti") ero al telefono con lui. Una telefonata a sorpresa col protagonista di una delle più intricate vicende giudiziarie internazionali: condannato all’ergastolo per un omicidio avvenuto nel 1998 a Miami (ma tutto lascia pensare che si sia trattato di un errore giudiziario), Chico Forti ora non verrà liberato, ma almeno sconterà la pena nella sua Italia.

“Ciao, sono Chico, come stai?"

Meloni. Chico Forti sarà trasferito in Italia (Ansa)
Meloni. Chico Forti sarà trasferito in Italia (Ansa)

Dal carcere di Miami lui ha l’autorizzazione per telefonare tutti i lunedì all’anziana madre, ma riesce a fare anche qualche chiamata extra. Giovedì, alle 20,34, sul mio cellulare è comparso un numero internazionale e poi è arrivata la sua voce. Credo di essere stato l’ultimo italiano a parlare con Chico Forti prima della festa di ieri sera.

Riletta dopo, questa telefonata potrebbe apparire quasi come una profezia, anche se Chico non sapeva nulla di ciò che sarebbe accaduto ieri.

Sono rimasto colpito dalla sua incredibile forza d’animo unita ad una invidiabile serenità nonostante sia rinchiuso in una cella dall’ottobre del 1999. "Da innocente" come ha sempre ribadito. E lo ha fatto pure giovedì.

Il timer è implacabile, dopo neppure cinque minuti le regole fanno cadere la linea. "È dura – mi dice – so che si sono dei muri altissimi da scalare, ma resto fiducioso. Ci credo perché so che tante persone si fanno in quattro per me. So che Giorgia Meloni ce la sta mettendo tutta e fa i salti mortali per aiutarmi; anche l’ex ministro degli esteri Luigi Di Maio ha provato pure l’impossibile". Chico si è congedato così: "Ti mando un abbraccio amico, ma sai che ti dico? Ci abbracceremo prima o poi di persona, non al telefono: e In Italia, non in una cella americana. Ho 65 anni, ma ci credo ancora". Tutto ciò neanche 24 ore prima della fumata bianca.

Ora Chico Forti – non sono ancora noti i tempi – potrà lasciare l’America e per prima cosa riabbracciare sua madre che ha 96 anni compiuti il giorno di San Valentino e che un anno fa, proprio dalle colonne di questo giornale, lanciò un appello a Giorgia Meloni: "Da mamma a mamma – scrisse Maria Loner Forti – e so che lei è una donna di parola: non vedo mio figlio dal 2008, lo faccia tornare in Italia". Missione compiuta, più o meno 365 giorni dopo.

In serata si sono scatenate reazioni, brindisi e abbracci per questo colpo portato a segno dalla premier e che, aspettando l’aereo che riporterà in Italia Chico, chiude una pagina importante di un giallo infinito.

Chico Forti, campione di windsurf, milionario in tivù grazie a Telemike di Mike Bongiorno, sbarcato a Miami con moglie e figlio negli anni Novanta, produttore televiso, finì incastrato nel 1999 per la morte di Dale Pike, a Miami, figlio di un imprenditore di Ibiza da cui Forti stava per comprare un albergo: Chico fu condannato all’ergastolo, fra mille mal di pancia (anche dei giudici) e poche prove. Ed è rimasto il mai troppo velato sospetto che Chico abbia pagato anche per la produzione di un documentario un po’ troppo osé sulla morte a Miami di Gianni Versace. In quel dossier – mandato in onda, anche in Italia, pochi mesi prima dell’omicidio di Pike – Forti metteva in dubbio la ricostruzione delle forze dell’ordine sulla fine dello stilista.

In questi 24 e rotti anni, mezza Italia ha cercato di aiutare Chico o comunque ha conosciuto la sua storia . Dagli striscioni negli stadi a quelli nei taxi, dagli appelli dei politici o di Andrea Bocelli, da Tacopina alle Jene. Tutti (o tanti) per Chico: che ora riabbracceremo in Italia.