Chi è Boris Nadezhdin, il candidato alle presidenziali che spaventa Putin e piace all'Occidente

Il deputato ex accademico è contro la guerra in Ucraina, il reclutamento e la repressione di Lgbtq

Mosca, 29 gennaio 2024 - Si chiama Boris Nadezhdin l'uomo che potrebbe dare filo da torcere a Vladimir Putin alle prossime elezioni presidenziali in programma a marzo, a cui lo zar si è appena registrato ufficialmente come candidato indipendente, in cerca del suo quinto mandato al Cremlino.

Ma per il leader russo la rielezione inizia a sembrare meno scontata del previsto, viste le code di migliaia di russi ogni giorno di fronte agli uffici della campagna di Nadezhdin, dove il manifesto elettorale recita: Putin "ha commesso un errore fatale a dare inizio all'operazione militare speciale". Il 60enne, ex accademico, non ha lesinato critiche il presidente: "Putin vede il mondo dal passato e trascina la Russia nel passato". E il suo programma è coraggiosamente filo occidentale, con la richiesta di fermare la guerra, di smettere con il reclutamento dei coscritti, di fermare la repressione delle persone Lgbtq, infine la volontà di riavviare il dialogo con l’Occidente.

Boris Nadezhdin ha raccolto le firme per sfidare Putin alle presidenziali
Boris Nadezhdin ha raccolto le firme per sfidare Putin alle presidenziali

Nadezhdin però è il candidato di Iniziativa Civica, un piccolo partito non rappresentato alla Duma, e quindi deve presentare alla Commissione elettorale 100.0000 firme a sostegno della sua candidatura entro il 31 gennaio, ma non più di 2.500 da ogni singola regione. E il candidato di Iniziativa Civica ha fatto di più: ha annunciato di aver raccolto oltre 200.000 firme a sostegno della sua candidatura in territorio russo, e altre migliaia all'estero, che però non presenterà in commissione, come lui stesso ha sottolineato: "Diamo il benvenuto alle firme dall'estero, ma non le porteremo alla Commissione elettorale centrale perché abbiamo raccolto abbastanza firme nel Paese".

In realtà Nadezhdin teme che la Commissione elettorale possa non accettare le firme arrivate dall'estero, proprio per via di quelle migliaia di russi espatriati dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina, e l'isolamento della Russia, così evita lo scontro.

Ma secondo Meduza, quotidiano russo dissidente con base in Lettonia, il candidato dell'opposizione non ha speranze, infatti secondo una fonte vicina al Cremlino alle presidenziali non ci saranno candidati contro la guerra "in nessun caso".

A negare l’ira di Putin è intervenuto Dmitri Peskov, il suo portavoce che ha assicurato che il Cremlino non vede Boris "come un rivale", "assolutamente no". Il termine per presentare le firme si avvicina, e incidenti a parte, Nadezhdin sembra avere le carte in regola. Gli altri candidati, o comparse, già registrati, oltre Putin, sono: Leon Slutsky, liberal democratico, Nikolai Kharitonov, comunisti, e Vladislav Davankov del partito del nuovo popolo, tutte formazioni politiche rappresentate in Parlamento e che non dovranno presentare firme in sostegno alla loro candidatura.

Nadezhdin, discendente di diversi pope ortodossi, però tira dritto, e chiama in ballo la religione: "Putin è contro di me, ma Dio è dalla mia parte". Tra le promesse anche la liberazione dei prigionieri politici, a partire da Aleksei Navalny.