Sydney, 26 febbraio 2019 - Il cardinale australiano George Pell, prefetto del segretariato per l'Economia in Vaticano, è stato giudicato colpevole da un tribunale di Melbourne di violenza sessuale su dei bambini. Il tesoriere del Vaticano, chiamato 5 anni fa a risanare le casse della Chiesa, è stato ufficialmente condannato per aver stuprato in ragazzino e averne molestato un altro del coro nella sacrestia della cattedrale di Saint Patrick, negli anni '90, quando era arcivescovo a Malbourne. 

La giuria del tribunale della contea di Vittoria ha votato all'unanimità, al termine di due giorni di deliberazione l'11 dicembre scorso, ma il tribunale aveva vietato fino ad oggi ai media di pubblicare l'esito della sentenza. La notizia era comunque trapelata, mancava solo la conferma ufficiale.

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Inevitabile per Pell, già sospeso da Papa Francesco, il definitivo allontanamento da Roma. Già a dicembre il portavoce vaticano Greg Burke aveva annunciato il suo congedo dal C9, il consiglio di nove cardinali che affianca Francesco nel governo della Chiesa. 

Pell era stato ordinato prete a Roma nel 1966, prima di tornare in Australia nel 1971. E' stato nominato arcivescovo di Melbourne nel 1996, poi di Sydney nel 2001. Nel 2014 era stato scelto dal Papa per dare più trasparenza alle finanze del Vaticano. 

Nel 2017 aveva ottenuto da Bergoglio un congedo a tempo indefinito per potersi difendere nel processo in Australia, proclamandosi innocente. Pell è il più alto prelato Vaticano condannato per pedofilia. Il cardinale 77enne, che  rischia fino a 50 anni di carcere, rimarrà in libertà su cauzione in attesa della sentenza, attesa a metà marzo.