Londra, 23 luglio 2019 - Boris Johnson è il nuovo leader del partito conservatore britannico, e di conseguenza nuovo premier del Regno Unito.  Johnson - che ha battuto al ballottaggio il ministro degli Esteri, Jeremy Hunt - si insedierà domani a Downing Street, prendendo il posto della premier dimissionaria Theresa May, che formalizzerà il suo addio nelle mani della regina Elisabetta II.
La sua elezione era nell'aria, insieme allo spettro di una Brexit no deal. Johnson - 55 anni, ex ministro degli Esteri e già sindaco di Londra - ha stravinto la sfida col suo successore al Foreign Office, il 52enne Jeremy Hunt, ottenendo oltre 90.000 voti contro gli oltre 40.000 nel ballottaggio affidato ai 160.000 iscritti del Partito Conservatore britannico. 

"Brexit il 31 ottobre"
Ora che succede? Johnson spiega le sue priorità discorso della vittoria : "realizzare la Brexit, unire il Paese e sconfiggere Jeremy Corbyn (il leader dei laburisti), ed è quello che io farò". Johnson ha ribadito di voler portare a termine l'uscita del Regno dall'Ue "il 31 ottobre", ha parlato della necessità di "ridare energia" al Paese e al partito, di essere positivi, e ha assicurato di non aver paura "della sfida".

LE PROSSIME MOSSE - La convocazione a Buckingham Palace per ricevere dalla stessa sovrana l'incarico di formare una nuova compagine è prevista nel pomeriggio di domani e a seguire Johnson entrerà a Downing Street. Secondo il sistema britannico, non è previsto un voto di fiducia, salvo che a chiederlo sia il leader dell'opposizione, in questo momento il laburista Jeremy Corbyn. Scenario rinviato presumibilmente a dopo la pausa estiva del Parlamento, visto che Westminster chiuderà i battenti giovedì 25 per riaprirli il 3 settembre.

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LE REAZIONI - Tagliente il commento di Tony Blair, premier dal 1997 al 2007: Boris Johnson è "uno stupido", dice in un'intervista rilasciata a Die Welt, sostenendo che il populismo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è "piuttosto brillante in confronto a quello britannico". Parlando di una Brexit no deal, Blair sostiene che "senza l'approvazione del Parlamento o degli elettori, Johnson non oserà portare il Regno Unito fuori dall'Ue senza un accordo" e vede sempre più vicina l'ipotesi di un nuovo referendum.

Da parte sua il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker "desidera porgere le sue congratulazioni a Boris Johnson" per la nomina e intende lavorare con il nuovo primo ministro" britannico "nella migliore maniera possibile". 

"Non credo che il carattere o l'atteggiamento" di Boris Johnson "faccia la differenza", commenta il vicepresidente della Commissione europea a chi gli chiede del carattere 'enfatico' del nuovo leader dei Tory. "Quando c'è un nuovo primo ministro, in qualsiasi Stato membro o Paese, è il benvenuto e cercheremo di risolvere. Credo che l'accordo raggiunto" col Regno Unito sulla Brexit "sia il migliore possibile e spero che questo venga compreso a Westminster". 

Tra i primi a congratularsi con Johnsono è Donald Trump. "Sarà un grande!", scrive in un tweet il presidente Usa.

Da segnalare una gaffe social di Ivanka Trump, che ha fatto le sue congratulazioni a Boris Johnson come futuro primo ministro "of the United Kingston" (ovvero la capitale della Giamaica). Il tweet è stato poi cancellato e corretto.

Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn va giù pesante: Johnson ha vinto "promettendo tagli alle tasse per i più ricchi, presentandosi come amico dei banchieri e spingendo per un dannoso no-deal sulla Brexit". "Ma non ha vinto il sostegno del nostro Paese - aggiunge - Il no-deal significherebbe tagli ai posti di lavoro, prezzi più alti nei negozi e il nostro servizio sanitario nazionale a rischio di essere venduto alle società statunitensi in accordo con Donald Trump".

E su Facebook arrivano gli auguri del vicepremier Matteo Salvini: "Buon lavoro a Boris Johnson. Il fatto che da sinistra lo dipingano 'più pericoloso della Lega' me lo rende ancor più simpatico".

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