Lunedì 17 Giugno 2024

Inferno a Bakhmut. Il capo della Wagner: "Se ci ritiriamo perdiamo la guerra"

Prigozhin: "Provocherebbe un 'effetto primavera' e le forze ucraine irromperebbero da tutte le parti nel territorio della cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk, spazzerebbero via Lugansk, la vicina Sorokyne ed entrerebbero nel territorio della Russia"

Roma, 5 marzo 2023 - Bakhmut obiettivo imprescindibile della Russia, da cui dipende il destino della guerra in Ucraina. Il capo del Gruppo Wagner, Yevgeny Prigozhin, non ha dubbi: un'eventuale ritirata delle sue truppe dalla città assediata nell'Ucraina orientale porterebbe al crollo dell'intero fronte e scatenerebbe l'ira di Mosca, che incolperebbe i suoi mercenari per la sconfitta. Prigozhin in un videomessaggio, come riporta Ukrainska Pravda, afferma: "Se PMK Wagner si ritira da Bakhmut, l'intero fronte crollerà", ipotizzando che in quel caso "è chiaro che il fronte cadrebbe ai confini russi e potrebbe continuare a cadere".

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Bakhmut, la devastazione della città vista dall'alto (Afp)
Bakhmut, la devastazione della città vista dall'alto (Afp)

"Scatterebbe un effetto primavera"

Il numero uno di Wagner si lamenta poi che le autorità russe incolperebbero i suoi mercenari per le sconfitte nella guerra, dal momento che una ritirata da Bakhmut "provocherebbe un 'effetto primavera' e le forze ucraine irromperebbero da tutte le parti nel territorio della cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk, spazzerebbero via Lugansk, la vicina Sorokyne ed entrerebbero nel territorio della Russia".

Il giallo del videomessaggio

Prigozhin ammette inoltre che la Crimea sarebbe liberata dall'occupazione russa e si lamenta perché il ministero della Difesa di Mosca non fornisce al gruppo altre munizioni e detenuti da mandare al fronte. Il videomessaggio, commenta Ukrainska Pravda, è apparso in rete nella tarda serata di ieri ma non è stato pubblicato dal servizio stampa di Prigozhin: al momento non si sa quando, né dove, sia stato registrato.

La città nel mirino da maggio 2022

A Bakhmut intanto è l'inferno: la battaglia è la più sanguinosa dall'inizio della guerra, con le forze di Mosca che cercano di conquistarla dal maggio 2022 senza riuscirci. Secondo l'esercito di Kiev le truppe russe stanno tentando, ma fallendo, di circondare la città con Mosca che sta perdendo fino a "500 soldati al giorno" nella sua offensiva. "Le perdite dei russi ammontano a 500 morti e feriti ogni giorno", ha detto il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov al quotidiano tedesco Bild am Sonntag, aggiungendo che Mosca considera i suoi militari "carne da macello". Ma le cifre delle vittime non possono essere verificate in modo indipendente.

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