Venerdì 24 Maggio 2024
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Esteri

Antenne sulle ambasciate russe: le orecchie di Putin in Europa. Cosa sta succedendo

L'inchiesta di Dossier Center e un pool internazionale di giornalisti sostiene che le rappresentanze diplomatiche russe fungano da centri di intelligence, in grado di intercettare conversazioni e di raccogliere dati e identificatori dai cittadini europei

Roma, 19 aprile 2023 – “Se hai intenzione di partecipare a una manifestazione vicino a una struttura russa in qualsiasi capitale europea, prima di tutto dovresti guardare in alto”. E’ il consiglio di un gruppo internazionale di giornalisti che hanno condotto un’inchiesta sulle antenne spuntate sui tetti di diversi palazzi delle rappresentanze diplomatiche della Federazione Russa in Europa. I reporter e gli esperti citati sostengono che le almeno 182 antenne, scoperte grazie all’analisi delle immagini satellitari, svolgano ben più di semplici funzioni di comunicazione. E questo fatto è presumibilmente collegato alla recente espulsione di centinaia di diplomatici di Mosca dal Vecchio continente.

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Secondo il report, l’ambasciata con il maggior numero di antenne installate è quella di Bruxelles con 17 dispositivi, ma ne hanno almeno 10 anche gli uffici di Madrid, Praga, Belgrado, Lisbona, Sofia e Nicosia. Per non parlare del fatto che non tutte le antenne sono visibili dall’esterno, quindi il numero totale è probabilmente maggiore. Strutture più piccole, ma non meno rilevanti, sono attive negli ex territori di influenza sovietica: la ricerca rivela attività sospette anche in Polonia, nei Paesi Baltici, in Slovacchia e in Ungheria. Dalle immagini satellitari non risulta, invece, che tali apparecchiature siano presenti in Italia.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

La presenza di antenne di per sé non suggerisce nessun reato o violazione. Parabole satellitari classiche si trovano nella maggior parte delle ambasciate, e ognuno di loro ha la propria gamma di compiti legali e comprensibili. Ma l’insieme delle apparecchiature che si trovano sui palazzi diplomatici russi in questione permettono di ascoltare i segnali del territorio in cui si trovano, intercettando anche i cellulari. Il range di alcuni dispositivi va ben oltre i confini nazionali: le antenne Thuraya a Bruxelles, ad esempio, sono in grado di captare conversazioni in metà Europa.

Ma non è tutto. Le antenne paraboliche permettono di stabilire una connessione satellitare o amplificare il segnale di un router e determinare la posizione di navi, aerei e missili guidati. Le antenne a spillo, invece, sono praticamente universali, ma non possono fornire comunicazioni tra l’ambasciata e il ministero degli Esteri russo, bensì consentono di intercettare segnali di tutti i tipi nel paese ospitante. L’attrezzatura si troverebbe non solo negli edifici diplomatici, ma anche in appartamenti privati, minibus, auto o persino negli zaini degli agenti. Le ambasciate, tuttavia, hanno importanti vantaggi per cui sono preferite dai servizi di intelligence. In primis, l’intercettazione di segnali dal territorio diplomatico è vietata per legge, e il territorio delle rappresentanze diplomatiche è molto più sicuro rispetto a qualsiasi altro posto in un paese straniero.

Questo sistema, sottolinea il report, potrebbe far fronte alle espulsioni ‘di massa’ dei diplomatici russi, spesso segnalati come spie. Dall’inizio del 2022, un numero record di circa 400 rappresentanti del corpo diplomatico hanno dovuto lasciare i paesi europei. Molti di loro hanno ricevuto un’istruzione nel campo delle comunicazioni radio e della tecnologia informatica. “Sappiamo che questo tipo di operazioni di intercettazione non sono nuove. Succedono dall'inizio della guerra fredda. E ovviamente anche a Bruxelles, dove hanno sede molte istituzioni europee. Non dovremmo essere ingenui, questo sta accadendo oggi”, ha detto il ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborn, secondo quanto riportato da De Tijd, testata che ha partecipato alle indagini. “La quantità di attrezzature sui tetti dell'ambasciata russa è significativa", ha aggiunto il ministro, che ha collegato questo fatto alla presenza del quartier generale della Nato e dell'Unione europea a Bruxelles.

Altre testimonianze affermano che le ambasciate russe sono interessate anche alle proteste contro il Cremlino e a chi ci partecipa. Secondo un ex funzionario del controspionaggio ungherese, intervistato da un giornalista di Frontstory, quando ci sono manifestazioni “i russi possono monitorare il traffico telefonico e raccogliere dati e identificatori, come i numeri IMEI dei telefoni cellulari nelle vicinanze". La fonte ha aggiunto che c’è poco da fare per contrastare tali attività. "In effetti, non puoi fare niente, questo è territorio russo. Il massimo è spegnere o lasciare il telefono a casa".