Anders Breivik, il killer di Oslo, fa di nuovo causa alla Norvegia. “Isolamento disumano”

Nel 2012 è stato condannato alla pena massima di 21 anni di carcere con possibilità di estensione. In cella avrebbe tutti i comfort compresi videogiochi e pappagalli da compagnia

Oslo, 8 gennaio 2024 – Anders Behring Breivik porta di nuovo in Aula di tribunale lo Stato norvegese contro “la sua detenzione in isolamento”. Con la testa rasata e in giacca e cravatta, l’estremista 44enne, a differenza delle sue precedenti apparizioni pubbliche, si è astenuto da qualsiasi provocazione quando è arrivato nella palestra del carcere di Ringerike, dove oggi è iniziato il processo che durerà cinque giorni. Il 22 luglio 2011, il killer ha prima fatto esplodere una bomba vicino alla sede del governo di Oslo, uccidendo 8 persone, poi ne ha uccise altre 69, per lo più adolescenti, aprendo il fuoco in un campo estivo della Gioventù laburista sull'isola di Utoya. Nel 2012 è stato condannato alla pena massima di 21 anni di carcere, con possibilità di estensione.

Al centro il killer Anders Behring Breivik (Ansa)
Al centro il killer Anders Behring Breivik (Ansa)

Le condizioni in isolamento: cucina, videogame e animali da compagnia

Breivik, detenuto in isolamento in una sezione di massima sicurezza, ritiene che la condizione di detenzione in cui è stato “vittima” per quasi 11 anni e mezzo violi l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta “trattamenti o pene inumani o degradanti”. 

Ma in realtà, il detenuto nel carcere di Ringerike avrebbe a disposizione diverse stanze su due piani, cucina, salone tv con videogiochi e uno spazio per l’esercizio fisico, riferisce l’agenzia norvegese Ntb. In cella avrebbe anche una gabbietta con dei pappagallini da compagnia.

Lo Stato: “Perdurante pericolosità del detenuto”

Tutt’oggi, lo Stato norvegese giustifica l'isolamento con la perdurante pericolosità del detenuto e la necessità, quindi, di premunirsi contro i rischi che correrebbero la società, gli altri detenuti e i guardiani. Secondo il suo legale, il detenuto sarebbe “a rischio suicidio e sotto l'effetto di antidepressivi”. 

I precedenti 

Già nel 2016, Breivik aveva fatto causa al governo della Norvegia per la violazione dei suoi diritti umani nella detenzione in isolamento, ma due anni dopo la stessa Corte europea dei diritti dell'uomo aveva ritenuto "irricevibile" la sua istanza.